Salerno. Crescent e piazza della Libertà, il Tar da l'ok al completamento dei lavori e condanna Italia Nostra

26 Luglio 2019 Author :  

I lavori per il completamento del Crescent e di piazza della libertà possono continuare. A deciderlo è il tribunale amministrativo di Salerno che respinge i ricorsi presentati da Italia Nostra contro i permessi a costruire e il nuovo Pua di Santa Teresa che ha consentito la realizzazione del Crescent e di piazza della Libertà. Secondo i giudici del Tar è tutto a norma, inoltre, hanno condannato al pagamento delle spese legali Italia Nostra: 25mila euro da ripartirsi tra Comune di Salerno, Ministero e società Crescent srl e Sist. La procedura seguita, spiegano i giudici in un corposo dispositivo, è quella giusta. Così come il nuovo parere della Soprintendenza: «La consistente riduzione in termini di volumetria del Crescent è valutabile all'incirca al 20% del totale e con essa si risolvono anche tutte le precedenti valutazioni di merito espresse in questi termini e riportate nel preavviso di provvedimento negativo di questa Soprintendenza. Inoltre, la riduzione delle volumetrie rispetto al progetto originario di circa il 20 per cento risponderebbe a pieno al parametro ii imposto dalla sentenza del Consiglio di Stato». Inoltre, sempre secondo il Tar, si riqualificherebbe una zona precedentemente “nel degrado”. «Come illustrato e fotograficamente documentato nella relazione paesaggistica alla proposta di Pua per il subcomparto 1 del CPS-1, la preesistente piazza S. Teresa - occupata da un ampio parcheggio scoperto, da padiglioni industriali ed altri edifici (tra cui l’ex Hotel Jolly) in via di demolizione - presentava i segni, se non proprio della dismissione e del degrado, certamente della trasandatezza estetico-manutentiva, della precarietà, del disordine funzionale e della disarmonia stilistica rispetto al circostante contesto urbano (rappresentato dalla combinazione tra il Lungomare Trieste prospiciente sul Golfo di Salerno, il retrostante centro storico, lo sfondo collinare e l’inizio della Costiera Amalfitana)». Ora, proseguono a sostegno della tesi, «al di là dell’enfasi profusa dai progettisti dell’opera - che ne riflette la dichiarata vocazione ‘megaclassicistica’ e scenografica -, è innegabile che l’intervento controverso, in quanto programmato su un’area compromessa e priva di valori identitari, sia suscettibile, se non di favorire, almeno di assecondare, in termini di riqualificazione, lo sviluppo resiliente del paesaggio circostante, essendo,tra l’altro, preordinata, nei proponimenti, a riprodurre gli stilemi classico-moderni dell’edificazione preesistente (Teatro Verdi, Palazzo di Città, Palazzo Sorgenti, Scuola elementare Barra). Ed è pure innegabile che il Crescent e l’antistante piazza della Libertà, proprio per la loro dichiarata “monumentalità”, nonché per la loro funzione di chiusura del nevralgico Lungomare Trieste e, nel contempo, di ideale “balcone sul Mediterraneo”, manifestino una vocazione almeno tendenzialmente accrescitiva piuttosto che depauperativa del patrimonio identitario della città di Salerno».

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