Sarno. Allarme ambientale nella frazione di Lavorate, la sorgente del fiume Sarno è inquinata da agenti chimici: l'Arpac scrive a tutti gli enti di competenza e alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. Le acque della sorgente del fiume Sarno sarebbero contaminate da tetracloroeritene, una sostanza chimica potenzialmente cancerogena per l’uomo. A rappresentarlo, in una comunicazione del 27 ottobre scorso indirizzata al Comune di Sarno, all’Asl Salerno, alla Provincia e alla Regione Campania, nonché alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, è stata l’Agenzia per la difesa ambientale in Campania. Nel dettaglio, a seguito di recenti monitoraggi della qualità delle acque, i tecnici dell’Arpac hanno evidenziato dei valori non conformi nei corpi idrici del Rio Santa Marina, la sorgente del fiume Sarno che nasce nella piana della frazione di Lavorate. Dalle analisi condotte dall’Arpac si rileva una presenza di tricolorometano con un valore di concentrazione potenzialmente superiore ai valori soglia previsti dal decreto del Ministero dell’Ambiente del 6 luglio 2016. Nel caso di specie, da un campione prelevato lungo il corso d’acqua di Lavorate, è emersa un’alta concentrazione del composto chimico nelle acque sotterranee. Pertanto, in virtù del potenziale pericolo per la salute pubblica, l’Agenzia regionale ha invitato gli enti preposti per materia ad attivare le procedure previste dall’articolo 242 del codice dell’ambiente inerente la gestione e la bonifica dei siti inquinati. Circa i possibili pericoli derivanti dalla presenza della sostanza nelle acque del Rio Santa Marina, è intervenuto il vice presidente del consiglio comunale di Sarno Domenico Crescenzo. “Si tratta di un fatto gravissimo. Della nota inviata dall’Arpac al Comune di Sarno, risalente al mese di ottobre, l’amministrazione comunale non ha dato comunicazione agli organi politici -afferma il consigliere comunale di minoranza- Eppure non sono mancati occasioni importanti, dove si è affrontato il tema ambiente e dove l’amministrazione poteva portare a conoscenza tutto ciò, visto anche la gravità della cosa”. Crescenzo ha aggiunto “Questa segnalazione dell’Arpac va approfondita con serietà. Bisogna mettere in campo anche delle azioni preventive, in attesa degli accertamenti definitivi. Per quanto mi compete, come consigliere comunale, andrò fino in fondo. Mi attiverò per cercare di approfondire tale vicenda. Non si può essere assenti di fronte a tale scempio, né possiamo girarci dall’altra parte. Qui si parla di inquinamento delle falde acquifere e noi di sicuro non possiamo stare in silenzio”.


