Fa discutere la decisione del sindaco di Sarno Francesco Squillante di restituire il busto di Carlo Falvella, giovane attvista del Fuan, ucciso agli inizi degli 70 sul lungomare di Salerno dopo uno scontro con due attivisti anarchici, al circolo cittadino di Fratelli d’Italia, che ha salutato il fatto come “Un ritorno a casa”.
Il busto – donato al Comune di Sarno – era stato per anni collocato nella segreteria adiacente la stanza del Sindaco (durante le legisalture del Sindaco Gerardo Basile e Amilcare Mancusi) per poi essere spostato in uno sgabbuzzino degli uffici del settore politiche sociali.
La decisione di Squillante, ringraziato pubblicamente da Angelo Vitolo presidente del circolo cittadino di Fratelli d’Italia, ha invece scatenato proteste dai toni molto forti da parte di esponenti della sinistra locale.
Ci è andato giù duro Massimiliano Tresca, ex consigliere comunale dell’amministrazione Canfora e attuale esponente politico di Potere al Popolo “Stevm scarz a munnezz. Meglio ospitare l'uranio impoverito”, si legge in un commento sui social.
Sulla stessa linea di dissenso contro l’attuale amministrazione di centrosinistra, un altro ex consigliere Pd in quota Canfora, Maria Manzo: “Io non volevo, perché prendo poco il cellulare, ma purtroppo ho dovuto leggere che il Comune accoglie la richiesta di FDI di far tornare il busto di Carlo Falvella, esponente e militante della destra fascista in città. L’ennesimo schiaffo a quello che siamo stati e che doveva essere questa coalizione, che di centro sinistra non ha nulla. Lo dico con molta franchezza e lo sto sostenendo da un po’. Io ho pianto e regalato garofani ai partigiani durante il consiglio comunale nel quale abbiamo revocato la cittadinanza onoraria a Mussolini come atto simbolico politico di chi crede in un ideale politicamente chiaro e schierato. Che tutti abbiamo il diritto di gioire e di perseguire il proprio credo - nulla quaestio- ma ci sarebbe tanto da dire. Tanti auguri a FDI che ha visto accolta la mozione”.
In linea con la Manzo anche il fratello Davide della Segreteria Provinciale Dem che dichiara: “Martire”, “testimone di coraggio ed i ideali” e chi è San Francesco d’Assisi? L’articolo non è che distorce la realtà ma la capovolge completamente. Falvella era un fascista, morto, come tanti altri, in una giornata di squadrismo e violenza. Punto. Nessun martire. Restituirlo alla sede di FDI è un atto politico che si conferma, da parte del primo cittadino, in una completa mancanza di rispetto per le forze politiche alleate di coalizione. A breve ci sarà anche la restituzione della cittadinanza onoraria a Mussolini per completare il quadro. Io resto e resterò per sempre antifascista. Dove sta il Pd cittadino qua?”
E anche pesano le parole dell’ex Senatrice del Movimento 5 Stelle Luisa Angrisani che dice: “Non condivido la scelta, pur rispettando le ideologie diverse. Antifascista sempre”.
Non si sono fatte attendere le risposte degli esponenti del centrodestra sarnese. Prima la nota ufficiale di Fratelli d’Italia Sarno con il presidnete Angelo Vitolo, che a nome del partito esprime : “Gratitudine al Sindaco, dott. Francesco Squillante, per aver accolto con sensibilità e spirito istituzionale la richiesta di affidamento del busto commemorativo del martire Carlo Falvella, figura simbolica della destra italiana e vittima dell’odio politico. Il busto, precedentemente appartenuto alla sezione cittadina di Alleanza Nazionale Sarno, era stato custodito presso la Casa Comunale a seguito dello scioglimento del partito.
Grazie all’atto formale del Comune (prot. n. 0032491 del 29/07/2025), questo importante simbolo storico e identitario torna ora nella disponibilità della comunità politica che ne riconosce e ne custodisce la memoria.
Nei prossimi giorni il Circolo Territoriale di Fratelli d’Italia – Sarno comunicherà la data in cui si provvederà al ritiro del busto, che sarà restaurato e ricollocato nella nuova sede del partito in Corso Amendola, luogo che diventerà punto di riferimento per l’impegno politico e la trasmissione dei valori fondanti della nostra storia.
Con questo gesto si riafferma la continuità ideale e politica tra il passato e il presente, nel nome di chi ha dato la vita per difendere la propria visione di libertà e giustizia”.
Ed infine quella dell’ex candidato sindaco di Fratelli d’Italia Giovanni Cocca: “In generale il silenzio è la miglior risposta agli imbecilli! Oggi, però bisogna fare un’eccezione! Lo hanno avuto per decenni davanti alla stanza del sindaco e non se ne sono mai accorti, passandoci davanti ogni santo giorno da oltre dieci anni! Oggi che, come partito, ne abbiamo richiesto ed ottenuto la riconsegna, si indignano sul “ritorno a casa” del busto del povero Carlo FALVELLA, giovane missino, ucciso da una mano vile! Invece di vergognarsi e tacere per le scellerate scelte fatte, alcuni di loro sono a dir poco imbarazzanti nelle vesti di falsi moralisti! Ma d’altronde, il vecchio detto: “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!” è la riprova di quanto in basso siano caduti!”


