Scafati, inquinamento. Scandalo Helios ed emergenza Pip in Aula: "Una commissione speciale d'inchiesta"

19 Settembre 2016 Author :  

Piano di insediamenti produttivi: i consiglieri comunali Mario Santocchio, Cristoforo Salvati, Angelo Matrone di Fdi, Pasquale Vitiello e Alfonso Carotenuto (indipendenti) chiedono un consiglio comunale ad hoc per chiedere la salvaguardia della salute dei cittadini limitando l'arrivo di determinati tipi di attività “sensibili” e poi una commissione speciale d'inchiesta per capire se i pareri rilasciati per la ditta Helios, con cui si stanno creando proteste da parte dei cittadini, siano stati regolari oppure no. Così si legge nella proposta: “Il Piano di Insediamenti Produttivi del Comune di Scafati di Via Sant'Antonio Abate sorge in una zona la cui destinazione destinazione industriale, veniva già individuata nel Programma di Fabbricazione del 1973, primo strumento urbanistico comunale, anche per la presenza di alcune aziende già operanti” spiegano i consiglieri “Tutti gli atti di pianificazione successivi, per il Pip, hanno sempre confermato la destinazione industriale, con conseguente incremento delle aziende insediate. Sia nella zona circostante sia all’interno della stessa zona industriale, vi sono delle residenze non distanti dalle attività produttive esistenti, per le quali non si sono mai manifestati nel corso degli anni particolari impatti ambientali data la tipologia delle attività industriali insediate”. Poi però sono sorti i primi problemi con l'arrivo di ditte come ad esempio Helios, il cui sito di stoccaggio sta creando problemi di convivenza per gli odori nauseabondi emessi. “Era stato chiarito che 'Nel Pip dovranno essere localizzati tutti gli impianti o attività di vario tipo purché non nocive e pericolose'. Infatti, vista la particolare collocazione della zona industriale e della vicinanza alle residenze, vi sono particolari attività che possono creare impatti significativi ed in ogni caso incompatibili con la natura dell’area non lontana dal centro abitato e con le stesse residenze” specificano i consiglieri richiedenti. Ecco perchè è stata quindi fatta una proposta da lanciare in Consiglio comunale in cui si chiede di tenere a distanza attività che devono considerarsi pericolose per la salute pubblica e quindi non insediabili nel Pip come raffinerie di petrolio greggio nonché impianti di gassificazione e di liquefazione di carbone, installazioni relative a centrali termiche ed altri impianti di combustione, impianti di estrazione dell'amianto o di combustibili nucleari, acciaierie, impianti chimici integrati, impianti per la produzione di pesticidi, prodotti farmaceutici, pitture e vernici, elastomeri e perossidi, impianti per la concia del cuoio e del pellame, impianti di smaltimento e recupero di rifiuti pericolosi, impianto di smaltimento e recupero di rifiuti non pericolosi, impianti per ii recupero energetico da rifiuti o prodotti organici mediante biogas o altre tecniche equivalenti, discariche, cave e torbiere, impianti per l'allevamento intensivo di pollame o di suini, impianti destinati a ricavare metalli grezzi non ferrosi da minerali, impianti di gassificazione e liquefazione del carbone, impianti di arrostimento o sinterizzazione di minerali metalliferi, impianti di produzione di ghisa o acciaio, fonderie di metalli ferrosi, impianti di fusione e lega di metalli non ferrosi, impianti destinati alla produzione di clinker (cemento), industria della gomma e delle materie plastiche e affini. La questione ambientale quindi ora sembra tornare in primo piano. La richiesta di consiglio comunale ad hoc è stata formalizzata ed è in attesa di risposta.

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