L'opposizione attacca il sindaco sull'edilizia scolastica. I gruppi Civitas 2.0, Città nuova e Insieme per Maiori, scrivono: "Il 4 agosto dell’anno scorso, il sindaco pro tempore della città di Maiori scriveva al Preside, al Consiglio d’Istituto e al Presidente dell’Associazione Genitori di aver destinato una prima tranche di 40 mila euro per una “prima, tempestiva serie di interventi urgenti” a manutenzione della scuola" scrivono i membri dell'opposizione "Tre giorni dopo, in maniera tanto tempestiva quanto inusuale per la burocrazia comunale, il geometra Gerardo Fiorenza riceveva l’incarico di accertare lo stato dei soffitti della Scuola Elementare al costo di 3800 euro. Il tecnico completava il suo lavoro nello stesso mese, rilevando l’infiltrazione generalizzata di acqua piovana e criticità in parecchi ambienti (palestra, laboratorio di ceramica, alcuni bagni e qualche aula, una delle quali trovata chiusa alla verifica ma già oggetto di importanti scollamenti di intonaco) e dichiarando, tra l’altro, che “la mancanza di futuri interventi e l’aggravarsi di alcuni fenomeni potrebbe portare a scenari aggiuntivi oggi non rilevabili”. Un anno dopo: per la scuola solo rattoppi della guaina e di un po’ di intonaco, sei luci, le rituali imbiancature di porte e pareti, qualche banco e qualche sedia; insomma, diciamo, la classica “lavata di faccia”. Tra gli interventi urgenti millantati dal Sindaco si perde ogni traccia di:
sistemazione di trenta metri di ricorrenze in marmo
impermeabilizzazione
rifacimento di diciotto porte
pannelli in alluminio con guide laterali rimuovibili
220 metri quadrati di pannelli in plexiglass
MA NON SOLO: 3800 EURO SPRECATI. Perché la relazione del tecnico Fiorenza, ormai al primo compleanno, rimane lettera morta insieme agli eventuali aggravamenti che adesso andranno di nuovo verificati. Dov’erano assessori e consiglieri delegati in altre circostanze particolarmente “attenti”? Dov’erano quanti sapevano e, soprattutto, perché hanno taciuto? La solita storia di chi pensa che amministrare non significhi anche rendere conto. Ma anche la misera storia – di cui presto leggeremo altri capitoli – della differenza tra annunci e fatti, tra promesse e realtà" concludono i consiglieri di opposizione.


