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Infarto: ecco come riconoscerlo e prevenirlo

29 Marzo 2016 Author :  

Lo studio condotto da un team di ricercatori della Cleveland Clinic, in collaborazione con tre medici italiani, Domenico Girelli, Nicola Martinelli e Oliviero Olivieri del Dipartimento di Medicina dell’Università di Verona, presentato all’American College of Cardiology, pubblicato sul New England Journal of Medicine, spiega quali sono le cause che concorrono all’aumento del rischio di infarto (sintomi e prevenzione) tra i giovani. E, secondo gli esperti, la sedentarietà, la cattiva alimentazione, lo stress (la tecnologia fa ammalare) l’ipertensione, il diabete, e lo stile di vita inadeguato, sono senz’altro una possibile minaccia per il cuore.

Infarto: si previene con un corretto stile di vita
“Se sul fronte della terapia abbiamo fatto grandi passi avanti in 20 anni – osserva Samir Kapadia, uno dei ricercatori che ha portato avanti lo studio - molto c’è da fare sotto l’aspetto prevenzione. Durante le visite di controllo bisogna insistere di più con i pazienti per un corretto stile di vita”.
 “La concentrazione dei trigliceridi che circola nelle nostre arterie, dipende innanzitutto dallo stile di vita e dalla dieta – spiega Girelli del Dipartimento di Medicina dell’Università di Verona. - Una vita sedentaria e una dieta con troppi grassi, dolci e alcol determinano un aumento pericoloso dei trigliceridi“.
Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori hanno monitorato quattromila pazienti, esattamente 3900 tutte vittime dell’infarto (ecco il cerotto che ripara il cuore) nella sua forma più grave tra il periodo che intercorre tra il 1995 ed il 2014. E dai dati analizzati è emerso che la crescente incidenza dei fattori di rischio risultano essere ipertensione, obesità e diabete, patologie aumentate notevolmente negli ultimi anni; rispettivamente l’ipertensione è salita dal 55% al 77%, l’obesità dal 31% al 40% ed infine il diabete dal 24% al 31%. Proprio in riferimento al diabete, i ricercatori inoltre, spiegano come in Italia ci siano oltre 4 milioni di diabetici, e che un diabetico su 4 rischia un infarto silente, ovvero una cardiopatica ischemica asintomatica, che porta il soggetto a non recarsi in ospedale.
Tuttavia, il miglior metodo per poter combattere l’infarto è la prevenzione, precisano gli esperti, è importante soprattutto scegliere uno stile di vita salutare, consumare dei cibi che fanno bene alla salute e soprattutto fare molta attività fisica. Ovviamente il rischio è maggiore nei soggetti fumatori. Inoltre, obesità, diabete ed ipertensione non risultano essere i soli fattori di rischio per l’infarto, ma un ruolo non indifferente sarebbe svolto anche dai trigliceridi, responsabili nelle persone con particolari mutazioni genetiche a determinare la formazione delle placche che si accumulano nelle arterie. Purtroppo sono tante le cause che concorrono all’aumento del rischio di infarto, aggiungono gli studiosi, tra le quali la sedentarietà, la cattiva alimentazione, lo stress, l’ipertensione, il diabete, lo stile di vita inadeguato.
Si è abbassata dunque, l’età media dei soggetti colpiti da infarto che scende dai 64 ai 60 anni di età, e purtroppo con un’ampia casistica anche di under 50. Rimane il fatto che l’infarto purtroppo è una di quelle patologie che ti colpisce all’improvviso talvolta anche senza alcun preavviso, capace di stroncarti la vita davvero in pochissimi istanti; è purtroppo all’ordine del giorno, nel senso che a livello nazionale ma anche internazionale quotidianamente si verificano davvero tantissimi casi, che purtroppo in molte occasioni conducono alla morte.

(farmacia.it)

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