Un Libro al giorno toglie il broncio di torno.
Un saluto a tutti i lettori della rubrica Namastè,
Riflettevo sull’argomento che avrei potuto condividere con voi questa settimana, ed è stato naturale per me immaginare quanto sarebbe stato bello per me rendervi partecipe del mio interesse per le letture a stampo psicologico. Da qui ho pensato perché non consigliarvi di tanto in tanto un libro da poter leggere, che abbia come scopo quello di farvi riflettere su aspetti di voi stessi?
Forse qualcuno di voi si chiederà “ ma come mai?”
Quando si intraprende il viaggio alla scoperta di se stessi, oltre al supporto di una guida valida e ben formata che ci aiuti a scegliere i sentieri più giusti, è altresì necessario munirsi di piccoli strumenti capaci di sostenerci nei momenti di crisi. Negli anni, nella mia pratica clinica, ho imparato a condividere con i miei pazienti, compagni di viaggio, diversi testi che diventano spunti validi di ulteriori riflessioni durante le sedute. Per iniziare questo nuovo aspetto della rubrica Namastè, mi piacerebbe condividere con voi un libro particolare, un vero bestseller tra i testi scritti in chiave psicologica. L’autrice, Marcia Grad Power, psicologa californiana esperta in tecniche di crescita personale, ha pubblicato diversi testi tra cui anche “Il cavaliere che aveva un peso sul cuore”, che hanno avuto un discreto successo. Il libro di oggi è “La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro”, pubblicato nel 1995.
Perché proprio questo libro?
È perché no?!? È diretto, semplice ed immediato. Utilizza la favola come linguaggio universale. Chi di voi non ha mai ascoltato o letto una favola nella vostra vita?
Nella cultura occidentale molti stereotipi e preconcetti di genere originano proprio dalle favole.
I racconti mostrano ai bambini come la vita “dovrebbe essere”, ma non solo mostrano che se ci si adegua a delle regole si può ottenere il tanto agognato lieto fine, oppure il salvataggio del bellissimo principe azzurro. Questi condizionamenti ci hanno imposto volontariamente o involontariamente delle rappresentazioni assolutizzate dell’essere donna e dell’essere uomo. Ma non solo, ci hanno tramandato la “non” eleganza nell’esprimere le emozioni, orientandoci al fare più che all’essere. La società si evolve continuamente, la stessa Disney ha abbandonato la figura della principessa, da indifesa e fragile da salvare, lasciando spazio a nuove eroine, donne forti determinate che molte volte “Si salvano da sole”!!! (Mulan, Raperonzolo, Pocahontas). È qui che la nostra autrice ci mostra la realtà, poiché è giusto credere nelle favole, ma è necessario saper accettare che la realtà che viviamo potrebbe essere diversa, poiché non sempre c’è il lieto fine, ma non per questo ha minor valore.
Sin dalle prime righe, l’autrice ci accompagna nella vita della piccola principessa Victoria, la quale nella sua ingenuità da bambina vive in un mondo quasi perfetto. Ma giorno dopo giorno la nostra piccola principessa è costretta a confrontarsi con regole troppo rigide, con codici troppo severi, che la obbliga a relegare in un piccolo angolo della sua cameretta la piccola Vicky, con tutte le sue emozioni.
Riga dopo riga si osserva che ciò che vive victoria è il riflesso di quello che in un modo o in un altro appartiene alla nostra vita.
“Il sentirsi incapaci, non abbastanza all’altezza delle circostanze, non abbastanza amabili” e così via. Il sentirsi diversi da ciò che la logica comune vorrebbe fossimo. Quante volte abbiamo messo da parte ciò che sentivamo per cedere il posto alla razionalità? Quante volte abbiamolo cercato a tutti i costi la perfezione non riuscendo mai a raggiungerla? Quante volte noi stessi abbiamo preferito rinnegare una parte di noi stessi?
Il viaggio che ci propone M.G. Power non è semplice, il sentiero della Verità è irto di ostacoli enormi, prove e specchi dove ognuno di noi è costretto a guardarsi per quello che realmente siamo: “esseri perfetti nella nostra imperfezione”.
Spero che questo suggerimento letterario possa esservi d’aiuto.
Mi farebbe piacere ricevere le impressioni, le riflessioni di chi ha già avuto il piacere di leggerlo, o di chi vorrà farlo.
Scrivetemi per ulteriori approfondimenti o anche solo per chiedere di trattare un argomento in particolare alla e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


