La passione di Cristo e i suoi effetti speciali

30 Ottobre 2015 Author :  
Di Francesco Apicella Il 25 febbraio del 2004, nel giorno di mercoledì delle ceneri, uscì nelle sale americane il film “La passione di Cristo”, girato completamente in Italia dall’attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico americano Mel Gibson. In Italia il film è uscito il 7 aprile del 2004, nel giorno del mercoledì santo. Nonostante i pareri discordi dei critici, dal punto di vista qualitativo, il film ha avuto, ovunque, un enorme successo di pubblico. Durante la lavorazione del film, avvenuta in Basilicata, in un inverno particolarmente rigido, si ebbe, da parte di tutto il cast, un forte coinvolgimento morale e spirituale che investì anche coloro che non erano credenti, come l’attore Pietro Sarubbi, impegnato nel ruolo di Barabba, che ha dichiarato di aver abbracciato la fede cristiana proprio sul set, mentre giravano la pellicola. Addirittura l’attore James Caviziel, protagonista del film, nel ruolo di Gesù Cristo, costantemente assistito sul set da un sacerdote, durante le pause della lavorazione recitava il rosario in silenzio, per trarre ispirazione per la sua interpretazione. Nelle scene sulla croce, quando non recitava, Caviziel è stato sostituito da una vera meraviglia tecnologica “animatronica”, creata dal maestro degli effetti speciali Keith Vanderlaan, un robot in ecopelle capace di ogni movimento umano, dalla testa agli arti, compresa anche la fuoriuscita di fiotti di sangue conseguente alle frustate dei soldati coi flagelli uncinati. Nonostante facesse un freddo cane, Caviziel, quando recitava ha comunque girato le scene sulla croce quasi completamente nudo, a parte il perizoma. La temperatura raggiungeva a stento i 5 gradi, a Matera, e c’era anche un forte vento. L’attore andò spesso in ipotermia e si ammalò anche di polmonite. Un’altra curiosità del film è la presenza della mano di Mel Gibson in alcune scene del film. E’ sua la mano dell’inchiodatore che pianta il primo chiodo nella mano di cristo, come pure la mano che aiuta a rialzarsi, da terra, Monica Bellucci, nel ruolo della Maddalena, nella scena in flashback della lapidazione. Per la scena della flagellazione i truccatori hanno realizzato un accurato make-up sul torace e sul dorso di Caviziel in modo da ottenere un effetto quanto mai realistico della carne lacerata dai flagelli uncinati dei soldati. Naturalmente, quando i soldati colpivano l’attore sul dorso, le corde dei flagelli erano prive di uncini, successivamente grazie allacomputer-generated imagery, una sofisticata tecnica grafica computerizzata, sono stati applicati sia gli uncini alle corde delle fruste, nel momento del colpo, sia l’effetto visivo raccapricciante dei tagli sanguinolenti sulla pelle dell’attore. Anche se da molti critici il film è stato accusato di presentare scene estremamente realistiche e crude, violente e “splatter”, di una violenza spesso gratuita e compiaciuta, resta comunque un film storicamente ineccepibile, di grande impegno registico e interpretativo.

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