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L'aneddoto: Hitchcock, l'altra “Psycho

12 Giugno 2015 Author :  

Chi non ricorda “Psycho”, il bellissimo film di Alfred Hitchcock, interpretato magistralmente da Anthony Perkins, nel ruolo dell’inquietante protagonista Norman Bates e da Janet Leigh, Vera Miles, John Gavin e Martin Balsam. Il film uscì nel 1960 e, grazie ad un’eccezionale opera di marketing attuata dallo stesso Hitchcock, ottenne un successo clamoroso. Il regista preparò, addirittura, per i direttori di sala, un manualetto il cui titolo, “Cura e utilizzo” di Psycho, è tutto un programma. In esso si raccomanda ai gestori dei cinema di non far entrare, assolutamente, nessuno in sala a film già iniziato e di non proiettare qualsiasi cosa, neanche il consueto cinegiornale, dopo la fine del film. Si raccomandava, inoltre, di tenere le luci spente, per almeno 30 secondi, dopo la proiezione del film, affinchè l’atmosfera da brivido rimanesse bene impressa nella mente degli spettatori. Per risparmiare tempo e denaro il maestro della suspense utilizzò la troupe della serie televisiva “Alfred Hitchcock presenta” e lo realizzò con un budget di circa 800.000 dollari. Al botteghino incassò più di 50 milioni di dollari e fu, in assoluto, il suo più grande successo commerciale. La scena più famosa del film, quella in cui la giovane Marion Crane, interpretata da una bravissima Janet Leigh, viene ripetutamente accoltellata, sotto la doccia, da una sinistra figura di donna, col volto in ombra, fu girata nel dicembre del 1959. Per ottenere un suono dei fendenti, credibile e raccapricciante, Hitchcock “accoltellò” diversi tipi di frutta e, alla fine, scelse il melone che, dal punto di vista fonico, trovò più convincente ed espressivo di tutti. Per ottenere un urlo quanto mai realistico da Janet Leigh, ricorse a un astuto e diabolico stratagemma. Chiese alla troupe che, nel momento in cui Marion riceve la prima coltellata, l’acqua, da calda, diventasse improvvisamente ghiacciata. Ottenne dei risultati soddisfacenti perché, non appena l’acqua gelida toccò il suo corpo, l’attrice cacciò un urlo disumano. Tuttavia, nonostante questo originale e un po’ sadico espediente, l’urlo che, alla fine, si sente nel momento della terribile doccia non è quello di Janet Leigh ma quello di Vera Miles, l’altra interprete femminile del film, nel ruolo di Lila, la sorella di Marion. Evidentemente, in quanto ad urli, come si può sentire durante la visione del film, la Miles non era seconda nessuna. La Leigh, poi, fu vittima di un altro esperimento di Hitchcock. Per testare l’efficacia del cadavere mummificato della madre di Norman che si vede, in una delle scene più spaventose, verso la fine del film, il regista mise il pupazzo che ne riproduceva le fattezze nel camerino dell’attrice. Quando lei aprì la porta del camerino e vide quella strana figura, seduta di spalle, che rifletteva la sua orrenda immagine nello specchio, spaventata a morte, urlò con quanto fiato avesse in gola. Hithcock era soddisfattissimo: sicuramente la scena avrebbe avuto lo stesso effetto sugli spettatori presenti in sala. Dopo la proiezione del film il grande regista ricevette tantissimi complimenti ma anche tante lamentele. Memorabile resta quella di un padre inferocito che si lamentò con lui perché sua figlia che già non voleva più fare il bagno nella vasca, dopo aver visto il film di Clouzot “I diabolici”, ora si rifiutava pure di fare la doccia. Hitchcock non si scompose più di tanto e, con la sua proverbiale calma britannica, gli rispose “ E qual è il problema, sir? La mandi in una lavanderia a secco”. Uscita arguta, originale e indimenticabile, degna di un uomo geniale quale lui era!

Francesco Apicella

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