“Certo che, vista la tua statura, era meglio Bassan”, l'aneddoto su Laura Efrikiàn

04 Marzo 2021 Author :  

di Francesco Apicella

“Nel 1961 girai il film Ercole alla conquista di Atlantide” ha raccontato Laura Efrikiàn a Pierluigi Diaco, conduttore del programma pomeridiano estivo di Rai 2 Io e te “era il mio primo film ed ero molto emozionata. Poiché il mio cognome, di origine armena, era difficile da pronunciare e da memorizzare da parte degli spettatori, decisi di cambiarlo in Altan, che era il cognome di mia nonna paterna. Quando Vittorio Cottafavi, che era il regista del film, seppe del cambiamento, mi guardò divertito e disse:” Certo che, vista la tua statura, era meglio Bassan”. Nel film interpretavo il ruolo di Ismene, la figlia della regina di Atlantide e, poiché se fossi rimasta in vita, avrei causato la fine di Atlantide, dovevo assolutamente morire nella storia. Mi legavano ovunque e, alla fine, mia madre decise di darmi in pasto al dio Proteo, multiforme, per calmare l’ira del dio Urano e salvare, così, Atlantide. C’era una scena in cui io ero imprigionata nella roccia del monte, parte donna e parte pietra. Poiché allora non c’erano gli effetti speciali, come vi sono oggi, per realizzare la scena mi incastonarono nella montagna di cartapesta, col corpo immobilizzato coi gessi e coperto di cartapesta simile alla roccia della montagna. Non potevo assolutamente muovermi e rimasi per molto tempo ferma così, in attesa dell’intervento di Ercole. A un certo punto sento una voce che annuncia:” Pausa mensa!” chiudono le luci ed io rimango intrappolata nella montagna, come uno stoccafisso. ”Ma non c’è nessuno?” chiedo disperata, stanca di stare in quella posizione scomoda “sono qui, al buio!” E’arrivata una sarta con una bottiglietta di coca cola e una cannuccia” Signorì, bevete, vi rinfrescate!” mi ha detto. Io sono stato felicissima di berla ma non avevo calcolato che la bibita era altamente diuretica. Finalmente arriva Cottafavi che mi guarda serissimo, col suo immancabile sigaro tra le dita, e mi fa:” Adesso noi dobbiamo togliere i pezzi della montagna perché Ercole ha ucciso il mostro e tu ritorni completamente donna. Ma non puoi muoverti neanche di un millimetro perché sennò dobbiamo buttare via tutto”.Io tra la coca cola, la fatica e tutto il resto, rimango ferma, immobile come una statua e aspetto che mi tolgono dal corpo i pezzi della montagna, liberandomi. Poi, lui dice:” E, adesso, svieni tra le braccia di Ercole”. Io mi abbandono e sono svenuta per davvero, sono caduta giù come un sacco vuoto ma non nelle braccia di Ercole, bensì sulla sabbia della spiaggia e, già che c’ero, ne ho approfittato e ho fatto anche la pipì”. Col racconto di questo divertente aneddoto la bella, brava e simpatica Laura Efrikiàn, si è congedata dal pubblico della trasmissione. E’ un peccato che un’attrice di talento, fresca e spontanea come lei, la fidanzatina d’Italia degli anni ’60 e ’70, la reginetta dei musicarelli italiani (film girati soprattutto negli anni ’60, detti così perché ispirati dal titolo di una canzone famosa e interpretati dai cantanti che l’hanno portata al successo, n.d.r), dopo il matrimonio con Gianni Morandi, si sia ritirata dalle scene. Augurandole, di cuore, un gradito ritorno alla prosa, io e i lettori della mia rubrica la ringraziamo per averci regalato questo aneddoto divertente.

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