Spettacolo: ‘fattarielle e ‘nciuce. ‘Brigitte Bardot: un mito, una donna, un’anima pura’

04 Settembre 2026 Author :  

di Francesco Apicella*

Nell'estate del 1962, Peppino di Capri e i suoi Rockers si esibivano alla ‘Canzone del mare’, il locale più alla moda di Capri, frequentato dal jet-set internazionale; una sera, mentre stavano eseguendo ‘Saint-Tropez Twist’, il tormentone estivo di quell’anno, capitò nel locale Brigitte Bardot, l’attrice che aveva reso famosa la vera Saint Tropez nel mondo. Brigitte, nota per il suo spirito ribelle, selvaggio e per l’abitudine di stare a piedi nudi, ascoltando quella canzone, non seppe resistere e si abbandonò al suo ritmo invitante e travolgente. Non si limitò a ballare in pista tra gli altri clienti: salì direttamente sul palco, scatenandosi a pochissimi metri da Peppino. “Avrei voluto fermarmi, alzarmi dal pianoforte e ballare con lei” raccontò Peppino “ma il dovere professionale mi impose di restare inchiodato alla tastiera per continuare a suonare e permetterle di ballare… vederla ballare il twist, divinamente, davanti a me, fu un colpo al cuore, sprigionava un'energia e una bellezza ultraterrene. Quella sera l'intera isola perse la testa". Brigitte Bardot, conosciuta in tutto il mondo come B.B., è stata molto più di un'attrice. È stata un mito assoluto del Novecento, un'icona di stile e una donna dallo spirito profondamente libero e indipendente.

Negli anni 50’ e 60’, Brigitte Bardot non seguiva la moda: la creava. Brigitte detestava i vestiti troppo rigidi, il trucco pesante e le scarpe col tacco alto. Amava girare per i vicoli della cittadina di Saint-Tropez completamente a piedi nudi, indossando solo pantaloni alla pescatora (i pinocchietti) e semplici magliette a righe. All'epoca, l'eleganza femminile era sinonimo di corsetti stretti e di scollature profonde sul décolleté. Brigitte, con la sua originalità, cambiò questo concetto antiquato di moda. Trovava che le spalle e le clavicole femminili fossero parti del corpo altrettanto attraenti e sensuali e cominciò a metterle in evidenza, tagliando personalmente il colletto delle sue magliette e dei suoi maglioni, per farli scivolare giù dalle spalle. Abbinava questo scollo, oggi universalmente noto come ‘scollo Bardot’, a gonne ampie a ruota o a pantaloni a sigaretta. Il mondo impazzì per questo stile ‘originalissimo’, che univa un'incredibile sensualità a un'aria totalmente casual e sportiva. Prima di Brigitte Bardot, le donne portavano i capelli pettinati in maniera statica, con pieghe perfette, rigide e laccate, tipiche degli anni '50. L uragano Brigitte arrivò e spettinò il mondo intero, inventando. l'acconciatura nota in Francia come Choucroute (chiamata così perché ricordava la forma vaporosa dei crauti n.d.r). Si trattava di una profonda cotonatura sulla parte alta della testa, con i capelli poi raccolti in modo apparentemente casuale e diverse ciocche lasciate libere di cadere sul viso e sulle spalle. Quella chioma bionda, mossa dal vento e mai troppo ordinata, mandava un messaggio chiaro: una donna poteva essere incredibilmente attraente anche senza passare ore e ore sotto il casco del parrucchiere.

Nel 1953, durante il Festival di Cannes, l'attrice decise di passeggiare in bikini sulla spiaggia della Costa Azzurra, circondata dai fotografi. Quelle immagini fecero il giro del pianeta, trasformando il due pezzi in un fenomeno di massa e liberando la moda estiva femminile. Roger Vadim fu l'uomo che scoprì Brigitte quando lei aveva solo 15 anni. Si innamorarono follemente e si sposarono nel 1952, non appena lei compì la maggiore età. Fu lui a dirigerla, nel 1956 in ‘E Dio creò la donna’, il suo primo film da regista, che ebbe un grandissimo successo e segnò l’inizio della straordinaria carriera cinematografica di Brigitte. Vadim ebbe il merito immenso di capire che il cinema non doveva "costringere" Brigitte a recitare come le altre attrici: doveva semplicemente lasciarla libera di essere se stessa davanti alla macchina da presa. Anche dopo la fine del loro matrimonio, nel 1957, rimasero amici per tutta la vita e girarono altri film insieme.

Nel 1960 il regista Henri-Georges Clouzot, soprannominato l’ "Hitchcock francese" per la sua spietata maestria nel thriller psicologico, scelse Brigitte per interpretare Dominique Marceau, la protagonista del film ‘La verità’, con l’intento di distruggere l'immagine della "bambola sexy" per far emergere l'attrice drammatica.

Fu un'operazione magnifica ma, per Brigitte, psicologicamente devastante. Clouzot era famoso per essere un regista tirannico, con metodi brutali. Per ottenere da Brigitte lacrime vere, angoscia e disperazione, usò metodi durissimi sul set: la insultava davanti alla troupe e, una volta, le diede persino uno schiaffo reale per scuoterla. Nonostante le lacrime, B.B. era una vera Amazzone e aveva un carattere di ferro. Durante un furioso litigio in cui Clouzot le urlò: "Non ho bisogno di una dilettante, mi serve una vera attrice!", Brigitte gli rispose dandogli un violento schiaffo davanti a tutti e dicendo: "E io ho bisogno di un grande regista, non di un sadico!". Clouzot, paradossalmente, iniziò a stimarla profondamente da quel momento. Sul set nacque una passione travolgente tra Brigitte e il co-protagonista Sami Frey. Quell'amore clandestino (lei era sposata dal 1959 con l’attore Jacques Charrier, conosciuto sul set del film ‘Babette va alla guerra’n.d.r), unito allo stress disumano delle riprese e all'inseguimento feroce dei paparazzi, spinse Brigitte a tentare il suicidio. Quando il film uscì nelle sale, fu un trionfo planetario. La critica rimase sbalordita: la Bardot era immensa, la sua recitazione nell'aula di tribunale era di una naturalezza straziante. Il film valse a Brigitte il prestigioso Premio David di Donatello in Italia, per la migliore attrice straniera. Dimostrò al mondo intero che, sotto la bellezza, c'era un'anima drammatica da brividi. Nel 1960 nacque Nicolas-Jacques Charrier, il suo primo e unico figlio. Quando rimase incinta di Jacques Charrier, Brigitte era la donna più spiata del mondo. Non poteva uscire di casa. La sala parto venne allestita direttamente nel suo appartamento di Parigi perché fuori c'erano centinaia di fotografi. Alcuni paparazzi si travestirono persino da medici per entrare.

Nella sua autobiografia del 1996, Brigitte usò parole terribili, definendo la gravidanza "come un tumore che si era nutrito di me". Questa frase le costò una causa legale intentata dal figlio e dall'ex marito. Ma quella frase non era un atto di crudeltà verso un neonato. Era il grido di sofferenza di una donna che si sentiva letteralmente divorata viva dal suo stesso mito e dall'assedio del mondo, costretta a vivere un momento così intimo e delicato, come la gravidanza, alla stregua di una violenta prigionia e il parto come un trauma privo di qualsiasi intimità. Nel 1963 Jean-Luc Godard, il re della Nouvelle Vague francesce (la corrente cinematografica nata in Francia, a cavallo degli anni 50’ e 60’n.d.r), la scelse per il film ‘capolavoro’ ‘Il disprezzo’, tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia e girato nella spettacolare cornice dell'isola di Capri, a Villa Malaparte. I produttori volevano un film commerciale sfruttando il corpo di B.B, ma Godard non si piegò a questa squallida esigenza di mercato e ne fece un film d’autore, rispettando l’essenza più intima di Brigitte: la sua spontaneità assoluta. B.B. non recitava, era! Portava davanti alla macchina da presa la sua verità, senza filtri o tecniche costruite a tavolino, ed è esattamente questo che l'ha resa un'attrice unica e indimenticabile. In Italia il film, per motivi commerciali, uscì nelle sale accorciato di 20 minuti e con parte dei dialoghi originali, modificati nel doppiaggio. Godard si arrabbiò moltissimo per questo scempio e dichiarò:” ‘Il disprezzo’italiano non è il mio ‘Disprezzo’.

Nel 1965 Brigitte girò con Jeanne Moreau, attrice intellettuale e drammatica, il film ‘Viva Maria’, nel 1970 girò con Annie Girardot, attrice di immenso talento drammatico, il film ‘Le novizie’ e nel 1971 girò con la bellissima Claudia Cardinale il film ‘Le pistolere’, un western tutto al femminile; nonostante la stampa dell'epoca cercasse sempre di inventare rivalità e "guerre tra primedonne" per vendere i giornali, tra Brigitte e le sue illustri colleghe non ci fu mai rivalità e nacque subito tra loro una bella e sincera amicizia, fatta di grande rispetto, complicità e stima reciproca. Brigitte non era competitiva e le sue colleghe lo sentivano. Claudia Cardinale ha sempre ricordato Brigitte come una donna di una dolcezza infinita, leale e priva di qualsiasi malizia o invidia. Oltre al cinema, Brigitte ebbe anche una bellissima carriera musicale. La sua voce era sussurrata, calda, molto sensuale e, anche in questo caso, totalmente naturale. Incise canzoni deliziose e ironiche come ‘La Madrague’ (dedicata alla sua villa) e’Tu veux ou tu veux pas’.

Il suo sodalizio con Serge Gainsbourg produsse canzoni indimenticabili, come ‘Comic Strip’, ‘Harley Davidson’ e, soprattutto, la sensualissima e censurata ‘Je t’aime moi non plus’; tutti brani che, unendo la musica a un’estetica visiva rivoluzionaria, segnarono la storia del pop francese. Nel 1973, all'apice del successo e della bellezza, Brigitte prese una decisione drastica e risolutiva, che lasciò il mondo del cinema a bocca aperta: annunciò il suo ritiro definitivo dalle scene. Dichiarò di voler "lasciare il cinema prima che il cinema lasciasse lei". Da quel giorno decise di dedicare ogni singola energia e la sua enorme fortuna economica alla protezione degli animali, trasformando quella popolarità che l’aveva quasi uccisa in uno scudo per difendere ‘chi non ha voce’. Questa decisione, apparentemente improvvisa, maturò sul set del suo ultimo film, ‘Colinot, l’alza sottane’: durante la lavorazione vide una comparsa che portava una capretta al macello per la cena della troupe. Brigitte, senza esitare, comprò la capretta per salvarla e capì che il suo destino era un altro. Nel 1986, per raccogliere i fondi necessari a far nascere ufficialmente la sua fondazione per la protezione degli animali, con grande coraggio e determinazione organizzò un'asta pubblica, vendette quasi tutti i suoi beni più preziosi: gioielli, abiti di scena e ricordi personali e dichiarò: "Ho dato la mia giovinezza e la mia bellezza agli uomini. Ora do la mia saggezza e la mia esperienza agli animali.” Nel 1992 la fondazione venne dichiarata di utilità pubblica. E. da allora, Brigitte ha guidato grandi battaglie contro la caccia alle foche in Canada, contro il commercio delle pellicce e contro l'abbandono degli animali domestici, trasformandosi in una delle attiviste più tenaci e ascoltate del pianeta.

Brigitte, che il mondo intero ha voluto etichettare per decenni come una "femme fatale", fredda e scandalosa, nascondeva in realtà l'anima sensibile, trasparente e indifesa di una bambina. Nelle pochissime interviste concesse negli ultimi tempi, Brigitte appariva serena, fiera delle sue rughe sul viso, i capelli grigi raccolti e sempre con il suo sorriso innocente, da bambina; quel sorriso luminoso, che trasmetteva una tenerezza infinita, era la sua vera forza, l'unica parte di sé che i cinici meccanismi dello spettacolo non erano mai riusciti a contaminare. Scegliendo di dedicare tutto il resto della sua vita alla protezione delle creature più indifese della Terra, Brigitte ha vissuto gli ultimi decenni rifiutando ogni comodità moderna.

La Madrague non era più una villa da diva, ma un mini zoo. Brigitte viveva costantemente circondata da dozzine di animali: cani e gatti randagi salvati dalla strada, ma anche capre, pecore, maiali, oche e cavalli anziani. Ognuno di loro aveva un nome, una storia e un posto speciale nel suo cuore. Quando si è spenta nel dicembre del 2025, ha lasciato precise disposizioni: non voleva grandi funerali di Stato a Parigi o sfilate di celebrità. Voleva solo riposare lì, nella terra della sua adorata ‘Madrague’, vicino ai suoi animali, nel luogo dove accanto a Bernard D’Ormale ,il suo ultimo marito, con cui aveva condiviso una quotidianità semplice e l’amore per le cause animaliste, aveva finalmente trovato quella tenerezza e quella pace che aveva cercato per tutta la vita. Ciao, Brigitte, un abbraccio grande grande da parte mia, da parte di chi ti ha sempre voluto bene e, soprattutto, da parte di tutti quegli amici ‘ senza voce’, che tu continuerai sempre a proteggere, da Lassù, come un’indomita guerriera dall’anima pura.

*critico di teatro e cinema. Curatore da 12 anni della rubrica Spettacolo: ‘fattariele e ‘nciuce’ su Punto Agro News

 

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