La Fondazione Sorrento dal 1° giugno per tutta l'estate ha organizzato a Villa Fiorentino una mostra dedicata al movimento Impressionista divisa in 3 sezioni 'Dall'Ecole di Barbizon ai fermenti dell'Impressionismo', 'L'Impressionismo' e 'L'eredità dell'Impressionismo' curata da da Gilles Chazall, Vincenzo Sanfo e Gabriele Accornero. In occasione del 140esimo anniversario della visita di Auguste Renoir a Napoli e alla penisola Sorrentina, saranno esposte oltre 130 opere da collezioni private italiane ed estere. Dipinti, disegni, ceramiche, incisioni, opere grafiche, libri originali dell'epoca, aforismi e citazioni impressioniste e materiali descrittivi. In mostra anche un video con immagini originali rarissime degli artisti Monet, Renoir e Degas all'opera. Per l'occasione, la Fondazione allestirà nelle prossime settimane anche una sezione dedicata all'influenza dell'Impressionismo sulla pittura napoletana con opere di primari maestri campani che denotano la chiarissima influenza della cifra stilistica del movimento francese sulla loro produzione.
"L'estate di Villa Fiorentino - ha commentato l'amministratore delegato Alfonso Iaccarino - si apre con un tema di respiro internazionale coerente con il livello di proposta della città di Sorrento. La mostra sul Movimento dell'Impressionismo inaugura anche l'amministrazione del nuovo di Cda ponendosi in continuità con l'operato del precedente di cui desidero ringraziare particolarmente l'avv. Gaetano Milano. L'abbinamento di turismo balneare, ambientale, enogastronomico, culturale orientato alla sostenibilità è la chiave di volta per una strategia di promozione vincente. L'aver previsto anche una sezione legata al territorio regionale esprime infine uno dei nostri punti di attenzione verso Napoli, la Regione Campania e la Costiera sorrentino amalfitana, uno dei grandi luoghi pittorici d'Europa (Paolo Ricci), ovvero di territori vocati per la open air painting".
"È importante comprendere che l'Impressionismo non annovera solo nomi come Monet, Degas, Renoir o Manet - ha detto il curatore Vincenzo Sanfo -, ma esistono almeno una sessantina di artisti che parteciparono alle grandi mostre del movimento, e che sono in parte mai apparsi in Italia. La mostra, come dice il titolo, intende accompagnare i visitatori in un viaggio attraverso colori, luci, paesaggi, ritratti ma anche tutte le tecniche utilizzate e sperimentate dai maestri dell'Impressionismo"."Siamo all'inizio di un nuovo rapporto progettuale - ha detto il direttore artistico della Fondazione Antonino Giammarino - che nasce da idee forti all'interno della fondazione che possano crescere anche con il contributo di esperti esterni di settore per progetti culturali multi espressivi".

