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La persona offesa ed il danneggiato da reato non sempre coincidono nella stessa persona, soprattutto in relazione all’amministratore e all’ente locale

22 Maggio 2026 Author :  

di Raffaele Vitolo*

Non è semplice, elaborare per voi lettori delle sfumature giuridiche molto tecniche. La persona offesa ed il danneggiato da reato possono coincidere come non possono coincidere nella stessa persona. Sono concetti diversi, ed in quanto tali, in alcuni casi, le due posizioni sono rivestite dalla stessa persona, in altri casi così non è.
La persona offesa è strettamente collegata al bene giuridico tutelato dalla norma incriminatrice, leso potenzialmente dall’azione delittuosa. Invece, il danneggiato è chi subisce il danno a causa di un illecito penale.
Nell’ipotesi di diffamazione, ai sensi dell’articolo 120 del Codice penale, la querela deve essere presentata dalla persona offesa dal reato, ossia dal soggetto titolare dell’interesse direttamente protetto dalla norma penale, con la conseguenza che nel caso di pubblicazione di una fotografia del sindaco su Facebook con sovraimpresse parole lesive della sua reputazione (pinocchio semianalfabeta), il Comune non è legittimato a proporre querela a mezzo dell’avvocatura civica. Sulla base di questo principio la Cassazione penale con la sentenza n. 4733/2025 ha annullato senza rinvio la pronuncia della Corte d’appello di Ancona che revocava la sospensione condizionale della pena e le statuizioni civili a seguito della decisione con cui il Tribunale aveva condannato un cittadino per diffamazione ai danni del sindaco. Il giudice dell’appello, pur dando atto che le offese riguardavano esclusivamente il sindaco, non costituitosi parte civile, aveva riformato la decisione di primo grado e aveva confermato la condanna penale, considerando sussistente la condizione di procedibilità sulla base di querela presentata dal «Comune, in persona del sindaco protempore, rappresentato dal dirigente del servizio legale» e firmata dal suddetto difensore quale «componente dell’avvocatura civica». A seguito di ricorso per cassazione la Suprema Corte ha escluso nel caso di specie la condizione di procedibilità per l’azione penale, annullando la sentenza impugnata sulla base del fatto che la querela non può essere proposta dall’ente locale, ma deve essere necessariamente presentata dalla persona offesa dal reato.
E’ inutile sottolineare che ci sono delle differenze sottili e sostanziali relativamente ad eventuali fatti di reato (varie diffamazioni) in relazione al rapporto tra amministratore ed ente locale: un conto è l’offesa personale, un conto è l’offesa personale nell’esercizio della funzione pubblica, un conto è una offesa personale in un luogo di esercizio della funzione pubblica indipendentemente dalla stessa.
Quando si parla di persona offesa e di danneggiato da reato vanno considerate diverse nozioni basilari del diritto processuale penale: bene giuridico tutelato, danno, legittimazione a querelare, esercizio dell’azione penale e legittimazione a costituirsi parte civile.
Spero di essere stato chiaro, in ogni caso, mi scuso per l’elevato spessore tecnico delle considerazioni. A volte, è necessaario.

*avvocato pemalista

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