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Ravello – Duomo di San Pantaleone e le ville

23 Ottobre 2014
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Sito in piazza Vescovado, fu fatto costruire nel 1087 da Nicola Rufolo, proprietario della limitrofa villa. Ha subito nel corso dei secoli notevoli trasformazioni. La facciata, restaurata nel 1931 in un ibrido di romanico e barocco, mostra tre antiche porte bronzee corrispondenti alle navate interne in cui è suddivisa la chiesa. Il portale centrale, opera di Barisano da Trani, è databile al 1179. Esso presenta figure a rilievo ed è costituito da 54 formelle rettangolari che racchiudono scene della vita di Cristo, oltre che leoni, grifoni e altre figure simboliche delle storie bibliche. Sul lato meridionale si innalza il bel campanile del XIII secolo con finestre bifore, a due livelli separati da fasce decorate. La chiesa è a tre navate con volta a botte su quella centrale e volte a crociera su quelle laterali. All’interno è possibile ammirare due pregevoli amboni, quello dell’Epistola di stile bizantino e l’altro, per la lettura del Vangelo, realizzato nel 1272 da Niccolò di Bartolomeo da Foggia. In quest’ultimo sei leoni di marmo sostengono altrettante colonnine tortili ornate di mosaico, coronate da capitelli sui quali poggia l’architrave a sostegno del pulpito sovrastante.

 

Villa Rufolo. Il sole e la natura, la tradizione e il prestigio, la costiera amalfitana e Ravello, meraviglie architettoniche e artistiche che incorniciano Villa Rufolo come un immaginifico luogo fuori dal tempo. Meta prediletta di musicisti, artisti e poeti, decantata nei versi del Bocaccio, e nei cui giardini Richard Wagner rivide la materializzazione delle sue opere e della sua immaginazione: un’esperienza unica da vivere in cui scoprire un mondo al di fuori delle convenzioni. Gioiello prediletto di Ravello, cuore ribelle dell’ormai decaduta Repubblica d’Amalfi, racchiude in sé secoli di storia, d’opere magnifiche e di leggenda. La struttura della Villa è un unicum dal punto di vista architettonico e decorativo, che non ha mai mancato di suscitare la sorpresa e lo stupore di quei viaggiatori che a diverso titolo si sono recati qui nei secolo.

Villa Cimbrone. La si potrebbe definire la visionaria creazione di un lord inglese. La sua storia è controversa, ma senza alcun dubbio affascinante è il risultato. Il sito di Villa Cimbrone, così come la sua denominazione, è di antica edificazione: si trattava di un ampio possedimento terriero della nobile famiglia Acconciagioco, su cui sorgeva un rustico vasto casale. Nel 1904 ne divenne proprietario il lord inglese William Beckett. questi, coadiuvato nell'opera dal ravellese Nicola Mansi (peraltro, nè architetto, nè ingegnere, bensì... sarto), seppe edificare una costruzione di incredibile bellezza, mescolando stili ed epoche, elementi etnici e culturali, reperti antiquariali e ricordi di viaggi esotici. All'ingresso della villa è il chiostrino con al centro una quadrata vera da pozzo: l'ambiente è costruito a somiglianza dell'antico chiostro della ravellese chiesa di San Francesco. Allo stesso modo, molti altri segmenti del complesso sono ripresi da celebri edifici e monumenti, di Ravello e non solo, in una miscellanea dall'imprevedibile e superba riuscita. Il lussureggiante giardino della villa, in cui sono disseminate statue, tempietti, epigrafi, fontane, grotte naturali ed anfratti creati ad arte, culmina nello scenografico belvedere dell'Infinito, da cui la vista spazia ed amplia a cogliere il panorama che Gore Vidal ha definito "il più bello del mondo".

 

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