Esiste un modo per non pagare Equitalia? I nostri esperti possono rispondere a questa domanda per te. Esistono infatti diverse cause di invalidità delle cartelle di pagamento. Innanzitutto ricordiamo che esiste il divieto per Equitalia di notificare cartelle di pagamento per importi inferiori a 30 euro. Poi, così come può stare tranquillo chi ha un debito minimo, può esserlo anche chi ha un debito spropositato. La legge consente la liberazione dal cosiddetto sovrindebitamento in tre modi diversi: raggiungendo un accordo con il 60% dei creditori, accordo che viene poi ratificato dal tribunale (cosiddetto accordo coi creditori); trattenendo la decurtazione del debito dal tribunale, anche senza il consenso dei creditori (cosiddetto piano del consumatore); disponendo la vendita dei propri beni attraverso il tribunale e procedendo alla ripartizione del ricavato tra i creditori (cosiddetta liquidazione del patrimonio). In tutti questi casi è necessario dar prova di non essersi indebitati per propria colpa e di non aver usufruito di questa procedura nei cinque anni precedenti. Per capire se si rientra in uno di questi casi e quindi se bisogna pagare oppure no, è importante un check up gratuito presso lo Sportello Tutela Consumatori di Scafati dove i nostri esperti sapranno aiutarti. Ma quali sono gli altri casi in cui si può “non pagare”? Se i debiti con Equitalia si riferiscono a un soggetto ormai defunto, gli eredi non devono pagare le sanzioni indicate nella cartella. A tal fine potranno fare un’istanza di sgravio a Equitalia stessa. In secondo luogo, potranno evitare di pagare se rinunciano all’eredità. Un altro modo che ha l’erede per non pagare i debiti del defunto è quello di verificare che la cartella esattoriale sia stata correttamente notificata. Per verificarlo, rivolgiti ai nostri esperti. C'è poi un altro caso.
Il debitore che sia nullatenente, ossia colui che non ha redditi o beni intestati a sé o in comunione con altri soggetti, non può temere nulla.
Dunque, tutto ciò che può fare Equitalia è verificare, attraverso un controllo sulle banche dati telematiche del fisco (Anagrafe tributaria, Anagrafe dei conti correnti, Registri immobiliari), che il debitore sia nullatenente. Accertato ciò non procederà contro di lui e inserirà il debito tra quelli non recuperabili la cui riscossione, di norma, dopo qualche anno, viene abbandonata. Sono tutto al più possibili indagini e ispezioni più approfondite eventualmente con l’ausilio della Guardia di Finanza. Si tratta anche questa, di una possibilità per cui è bene rivolgersi ad esperti del settore. C'è anche qualche modo per evitare il pignoramento del conto corrente. Se il debitore è titolare di un conto corrente “in rosso”, ossia privo di alcuna somma depositata, o che è in perdita, o su cui è aperto un affidamento (cosiddetto “fido” o “apertura di credito”), il pignoramento non può avvenire. Stesso discorso per il pignoramento della pensione e dello stipendio. Nel caso in cui il pignoramento dello stipendio avvenga presso il datore di lavoro esso può avvenire fino a massimo 1/10 del netto della busta paga se questa non raggiunge 2.500 euro; se invece la busta paga è compresa tra 2.500 e 5.000 euro, il pignoramento può avvenire fino a massimo 1/7. Per importi superiori, il limite è di 1/5. Ciò vale anche per la pensione. Ma, per avere informazioni dettagliate in merito, è bene consultare i nostri esperti. Infine, per “salvarsi” da Equitalia, c'è uno dei metodi più “tradizionali” per sperare di non pagare ed è quello di attendere il tempo necessario per la prescrizione degli importi richiesti in pagamento. Sempre che, entro tali termini, non arrivino atti interruttivi come un sollecito di pagamento, il preavviso di fermo o di ipoteca, un pignoramento, ecc. Una volta intervenuta la prescrizione, però, non sempre Equitalia si adegua alla richiesta di cancellazione del debito avanzata dal contribuente, ma di norma è necessario un ricorso al giudice. Per conoscere i dettagli, rivolgiti a che può renderti tutto più facile e “salvarti” dalla scure dei creditori.
In sostegno a chi subisce gli attacchi di Equitalia, arriva il salvagente dello sportello di Tutela di Consumatori di Scafati, gestito da Francesco Antonio Pentone e dell'equipe di avvocati dello studio legale Pentone – Vitaglione che possono trovare una soluzione a questa incresciosa situazione. Lo sportello, può dare finalmente risposte a chi è costretto, suo malgrado, ad affrontare i problemi legati al rapporto con Equitalia ma svolge anche un importante servizio in materia di usura bancaria, malasanità e salute, infortuni sul lavoro, banche, finanziarie assicurazioni, incidenti e vittime della strada e la difesa del consumatore/contribuente. Per un consulto sulla propria situazione basta contattare lo sportello consumatori a Scafati.
STUDIO LEGALE PENTONE - VITAGLIONE - SPORTELLO TUTELA CONSUMATORI
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