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Pignoramento Equitalia, ecco come evitarlo o gestirlo

09 Aprile 2016 Author :  

Pignoramento presso terzi di Equitalia: dopo 60 giorni dalla notifica della cartella, il cliente del contribuente moroso viene raggiunto dalla notifica di un atto in cui gli viene ordinato di pagare il proprio debito direttamente a Equitalia. Cosa fare? Chiedilo ai nostri esperti. Se il contribuente non adempie all’ordine ricevuto da Equitalia con la cartella esattoriale, a pagare al suo posto saranno i suoi clienti: questi ultimi, anziché versare le somme di cui sono debitori al creditore, le dovranno girare direttamente all’Agente della riscossione. È questo lo schema del pignoramento presso terzi dei crediti, che Equitalia sta attuando proprio in questi giorni con l’invio di lettere tramite posta elettronica certificata (PEC). Ma come difendersi? Cosa fare? In questi casi è sempre bene consultare i nostri consulenti che sapranno effettuare un check up gratuito e risolvere il tuo problema. Lo scopo è evitare quello che si chiama pignoramento presso terzi e il “blocco” dei crediti verso i clienti è solo una delle tante forme con cui Equitalia può attuare tale procedura esecutiva. Il pignoramento presso terzi è una delle misure di riscossione coattiva che Equitalia può avviare nel caso in cui il debitore di imposte, tributi o altre somme a titolo di sanzioni, interessi, sia al tempo stesso creditore di altri soggetti. La procedura esecutiva consente il recupero coatto dei crediti tramite l’ordine di pagamento direttamente nelle mani dell’agente della riscossione. L’ordine viene rivolto al soggetto terzo (debitore del contribuente) fino a concorrenza del credito per cui si procede, senza dover chiedere il preventivo consenso al giudice dell’esecuzione. Deve essere notificato entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo. La notifica al debitore del contribuente dell’atto di pignoramento può avvenire però entro determinati termini certi. Se è trascorso un anno dalla notifica della cartella di pagamento senza che Equitalia abbia posto in essere l’esecuzione forzata, al contribuente è necessario notificare la cosiddetta intimazione di pagamento, in assenza della quale il pignoramento è illegittimo. Vuoi verificare se questo caso ti riguarda? Basta contattarci.
In caso di legittimità però, una volta ricevuto l’atto di pignoramento, i terzi hanno 60 giorni di tempo per pagare le somme per le quali il diritto alla percezione da parte del debitore sia già maturato. Le restanti somme dovute, invece, dovranno essere pagate entro le rispettive scadenze.Nel caso in cui non sia dovuto alcun pagamento, occorrerà comunque presentare entro 60 giorni una dichiarazione a Equitalia. Basta rivolgersi agli esperti che sapranno come consigliarti. Ci sono infatti molti modi per cercare di addolcire questa pillola. Per evitare la perdita di immagine nei confronti dei propri clienti, il contribuente che paventi il rischio di un pignoramento presso terzi, per non aver pagato alcune cartelle, può chiedere la dilazione del debito presso gli sportelli di Equitalia. La dilazione (o meglio detta “rateazione”) consente di evitare qualsiasi pignoramento futuro, mentre quelli già intrapresi decadono automaticamente con la concessione delle rate. Il contribuente può, infine, presentare opposizione contro il pignoramento presso terzi se, prima di esso, non abbia ricevuto la notifica della cartella di pagamento o dell’accertamento esecutivo o se, tra tali notifiche e il pignoramento, sia decorso più di un anno senza che, nel frattempo, sia stata notificata l’intimazione di pagamento. Il pignoramento presso terzi può essere, infatti, avviato a condizione che sia rispettata la sequenza caratterizzata dalla notifica dell’atto impositivo, della cartella o dell’intimazione ad adempiere qualora il pignoramento non sia stato notificato entro un anno dalla notifica della cartella, senza che il contribuente abbia provveduto al pagamento. Pertanto, in caso di omessa o irregolare notifica di uno degli atti-presupposto sarà comunque possibile impugnare l’atto di pignoramento successivo chiedendone la nullità. Per questa opportunità è bene rivolgersi gratuitamente presso lo Sportello Tutela Consumatori che saprò aiutarti davanti al solito insistente pressing dei creditori.

In sostegno a chi subisce gli attacchi di Equitalia, arriva il salvagente dello sportello di Tutela di Consumatori di Scafati, gestito da Francesco Antonio Pentone e dell'equipe di avvocati dello studio legale Pentone – Vitaglione che possono trovare una soluzione a questa incresciosa situazione. Lo sportello, può dare finalmente risposte a chi è costretto, suo malgrado, ad affrontare i problemi legati al rapporto con Equitalia ma svolge anche un importante servizio in materia di usura bancaria, malasanità e salute, infortuni sul lavoro, banche, finanziarie assicurazioni, incidenti e vittime della strada e la difesa del consumatore/contribuente. Per un consulto sulla propria situazione basta contattare lo sportello consumatori a Scafati.

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