Roccapiemonte
Popolazione: 9.071 abitanti
Superficie: 5,31 km²
Densità: 1.707,23 ab./km²
Nome abitanti: rocchesi
Il toponimo e' composto dall’unione del termine "rocca", riferito probabilmente al castello medioevale situato sul Solano, con il nome di luogo "Pimonte", ovvero "pie’ di monte", un villaggio sorto ai piedi del monte Solano, verso il XII secolo, intorno a un monastero o a una chiesetta dedicata a San Quirico.L’atto di nascita del castello, denominato da Guaimario, principe di Salerno, Rocca di San Quirico, risale al 1042: in questa data: Guimario fece iniziare la costruzione, sulla cima del Solano, di una rocca destinata a proteggere le strade militari delle valle sottostanti.Nel 1059 Roberto Guiscardo assegno' San Leone, abate di Cava (http://www.cavaturismo.sa.it/), la maggior parte delle terre della Rocca di San Quirico. Seguirono poi altre elargizioni al monastero cavese, il cui abate esercitava su questi territori un’autorita' illimitata. Nel 1169 divenne castellano divenne castellano della rocca Guglielmo de Conturso, della famiglia degli Altavilla. Con la morte dell’ultimo Altavilla la rocca ando' nelle mani degli Svevi: negli anni 1214, 1218 e 1223 furono rispettivamente castellani Manerio de Rapoano, Ugone de Rocca e Pietro Marchesano, fedeli a Federico II. Nel 1279 divenne signore della rocca Giacomo di Bursone o Brussone, che si era unito in matrimonio a Ilaria Filangieri. A Giacomo successe il figlio Riccardo, e dopo il 1340, subentra la contessa Angela de Capua, duchessa di Satriano. Nel 1349 il castello fu donato da Giovanna I d’Angio' a Niccolo' Acciaiuoli. Sotto Ladislao fu concesso alla famiglia Latro.Nel XIV secolo Rocca fu divisa in tre circoscrizioni amministrative (Universita' denominate Rocca Corpo, Rocca Monastero e Rocca Casalium, che rimasero tali fino al 1806, quando ottennero lo statuto di liberi comuni.Nel 1413 divennero signori del castello gli Zurlo. Sotto gli aragonesi, poi, la rocca passo' Piscitelli.Nel Cinquecento il feudo fu venduto dai Piscitelli a Ferdinando Spinelli, duca di Castrovillari, al quale successe Giovanni Battista, che nel 1550 fu condannato a cedere a Isabella Caracciolo, duchessa di Castrovillari, la terra di Roccapiemonte.
La Caracciolo la governo' in nome del figlio Troiano Spinelli. Nel 1625 il feudo, gia' denduto in precedenza ai Gaudioso e ai D'Amato, fu alienato, per 32.600 ducati, a Ettore Ravaschieri, principe di Satriano e duca di Cardinale. Nel 1689 l’abate di Cava cedette il feudo al conte Antonio Ravaschieri che lo acquist?r 3000 ducati con l’obbligo di passare annualmente all’abbazia di Cava tredici ducati e tredici galline. Il governo feudale dei Ravaschieri si estese su tutte le tre Universita' e si protrasse per molto tempo. Ultima discendente della famiglia la principessa Ornella Ravaschieri Fieschi, figlia di Vincenzo, ultimo duca di Roccapiemonte.
Quelli ad arco ribassato risalgono alla prima metà del XIX secolo, quelli a tutto sesto, già presenti nei secoli passati, diventano più numerosi a Roccapiemonte nella seconda metà dello stesso ‘800.
Nel centro storico di Roccapiemonte anche numerose chiese espressione della forte religiosità degli abitanti. Meritano di essere visitate la Chiesa di san Giovanni Battista, patrono della città, risalente ai primi dell’anno 1000, impreziosita con la cappella di Santa Maria delle Grazie nella quale troneggia una bella immagine dell'Immacolata. La Chiesa di Santa Maria del Ponte, edificata nel secolo XV per volontà della famiglia Rescigno, che oggi ospita un nuovo altare costruito in Birmania.
un vero gioiello d’arte è il Complesso religioso- monumentale di Villa Ravaschieri e l'annessa cappella dell'Addolora. Al Complesso vi si accede da un portale archiacuto, che nello stile ricorda quello di Villa Rufolo a Ravello, che appare in un’importante veste neogotica a cavallo tra i decenni XIX e XX sec,con elementi merlati, corni e vetri piombati. La dimora è circondata da un grande parco con alberi secolari. Nel parco, raccordato alla villa, si trova la Cappella all'Addolorata progettata nel 1720 dal architetto napoletano Sanfelice, all'interno della quale sono conservati le tombe degli ultimi duchi di Roccapiemonte.


