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Agro, questione morale: sindaci sotto inchiesta
Nell'Agro Nocerino Sarnese esiste una questione morale, una legge che sembra sconosciuta a certi uomini. Sono liberi ed innocenti fino a prova contraria, sono loro a governare grazie al largo o talvolta approssimativo risultato democratico delle votazioni. Sempre loro a muovere le pedine nella grande scacchiera dell'Agro Nocerino Sarnese. Un territorio complesso e preda facile della criminalità organizzata proveniente dalle zone vicine o spesso anche indigena. I sindaci ed i politici dell'Agro si dividono in tre grandi categorie: chi è protagonista della battaglia per la legalità, chi resta indifferente e chi invece naviga sempre al limite della legge. E' vero che l'Agro Nocerino Sarnese è “sotto inchiesta” costante? In pratica, una città per volta, quasi tutte le amministrazioni comunali della zona sono finite nel mirino della magistratura.
PAGANI - In primis c'è Pagani. Il processo Linea D'Ombra che portò all'arresto dell'ex sindaco Alberico Gambino e consigliere regionale di Forza Italia (ex Pdl) prima e di Fdi ora, aprì un vaso di Pandora su quella commistione tra politica e camorra che è diventata per la città di Sant'Alfonso, una vergogna di carattere nazionale. Concussione, voto di scambio e aggravante dell'articolo 7 furono le accuse. Solo la prima subì la condanna, ma oramai l'amministrazione era stata sciolta e quindi non restò che un lungo periodo di commissariamento che si è concluso con Salvatore Bottone sindaco. L'attuale primo cittadino è stato coinvolto anche lui, suo malgrado, nell'ultima inchiesta di politica e camorra a Pagani: ma, da vittima. Infatti nell'operazione “Criniera” messa a segno dai carabinieri nei giorni scorsi (in cui oltre ai fratelli Antonio e Michele Petrosino d'Auria anche lo stesso Gambino è stato coinvolto ma non fermato perchè già giudicato per reati dello stesso tipo) si parla proprio dell'attuale sindaco, all'epoca facente funzione a seguito della sospensione di Gambino a causa di una condanna per peculato. Nell'inchiesta si svela la ritorsione nei confronti del sindaco Salvatore Bottone, disposta da Michele Petrosino D’Auria e concordata con Massimo D’Onofrio (ex candidato sindaco, ex consigliere provinciale ed attuale consigliere di opposizione a Pagani) – stando a quanto emerge nelle carte dell’inchiesta “Criniera”, che ha portato a due misure cautelari in carcere, tre ai domiciliari, tre obblighi di firma e 53 indagati – punto nevralgico dell’asse politico-camorristico ipotizzato dalla procura antimafia di Salerno. È il 2010 infatti quando Michele Petrosino parla dell’azione amministrativa del Comune preparando azioni per mettere in difficoltà Bottone, ora primo cittadino di Pagani, allora in carica come facente funzioni. Il motivo è la resistenza mostrata da Bottone rispetto a dei pagamenti “poco chiari” predisposti da Francesco Toscano. Così, per vendetta, arriva una fattura del Consorzio di bacino pari a sette milioni di euro, in modo da creare problemi. Un sistema spaventoso. Quest'ultima inchiesta ha alzato il sipario anche sulla società Tempor che viene usata in pratica da tutti gli Enti del territorio attraverso il piano di zona per assunzioni senza bando pubblico. E' chiaro che i controlli non sono finiti.
Il filo della camorra a Pagani, all'epoca come adesso, ha condotto gli inquirenti nella politica locale: tante sono ancora le carte da scoprire. A riservare sorprese sarà anche l'inchiesta Mastrolindo circa le truffe all'Inps in cui sarebbero coinvolti oltre a decine di imprenditori e cittadini, anche 'colletti bianchi' e politici. Quest'indagine è tuttora in corso e potrebbe scatenare l'ennesimo terremoto nella città di Marcello Torre e non solo.
Difficile fare una analisi dell'operato dei sindaci neoeletti Salvatore Bottone, Giuseppe Canfora di Sarno e Giovanni Maria Cuofano di Nocera Superiore.
SARNO - La città di Sarno non è stata scossa da particolari tempeste politico-giudiziarie in cui è stata coinvolta l'amministrazione che ha governato negli ultimi dieci anni, quella capeggiata da Amilcare Mancusi. L'unica pecca è stata la maxi indagine sugli Stipendi d'oro a Palazzo San Francesco che ha movimentato la res politica in quanto ha coinvolto alcuni dipendenti e dirigenti. Ma, nessun politico è stato indagato. Inchiesta anche nelle ultime settimane, per un altro dirigente comunale finito nel mirino dei magistrati per abuso d'ufficio. Nessun avviso di garanzia invece per Amilcare Mancusi ed i suoi. Nelle attività di Amilcare Mancusi però, spesso la Corte dei Conti ha sanzionato il comportamento dell’esecutivo. Niente da segnalare ad oggi per il rieletto Canfora.
NOCERA SUPERIORE - Poi c'è Nocera Superiore e il passato giudiziario burrascoso del sindaco che ha governato la città per un decennio: Gaetano Montalbano. Tra il 2009 ed il 2012 si ricordano le inchieste in cui è stato coinvolto il primo cittadino, senza essere ancora mai stato condannato in via definitiva e talvolta anche assolto. In primis nel 2009 c'è stata l'inchiesta sulle concessioni commerciali facili prima della realizzazione del Mc Donald's e altre attività produttive in città. In quell'indagine fu coinvolto insieme al suo esecutivo: dopo due anni ci fu il “non luogo a procedere”. Sempre nel 2009, Montalbano finì nel mirino dei magistrati per omissione d'atti d'ufficio per la vicenda relativa alla delocalizzazione delle stalle presenti nel centro della città. La vicenda degli allevamenti e dell'ex mercato boario creò molte discussioni in cittá per la presenza degli animali a stretto contatto con abitazioni e cittadini: il programma di mandato dell'ex sindaco prevedeva infatti lo spostamento in periferia delle stalle per motivi legati alle condizioni igieniche e ai protocolli sanitari. La vicenda giudiziaria venne innescata con un esposto-denuncia presentato da alcuni cittadini indignati per lo stallo del trasferimento. Poi arrivò il terremoto Urbania: indagati per concussione nel 2012 sia il sindaco di Nocera Superiore Gaetano Montalbano che il capo della Polizia Locale e altre tre persone inserite a vario titolo nel consorzio "Urbania", che gestiva le aree di sosta a pagamento. Da non dimenticare anche che il sindaco di Nocera Superiore fece un “viaggio” a Sanremo che finì sotto la lente di ingrandimento della procura. Adesso il veterano della politica è stato sostituito dal giovane sindaco Cuofano. Nel 2013 Montalbano fu assolto.
NOCERA INFERIORE - L'unica inchiesta in cui invece è stato tirato in ballo il sindaco di Nocera Inferiore Manlio Torquato è quella dove lui stesso ha denunciato al magistrato i disservizi della Sita che stavano mettendo in ginocchio i cittadini nocerini ed è scattata un'indagine tuttora in corso.
SAN MARZANO SUL SARNO - E torniamo tra i big: c'è la vera sorpresa tra gli indagati eccellenti. Il 2014 è stato l'anno nero di San Marzano sul Sarno. In inverno furono trovate delle cimici a Palazzo di città e a maggio scorso arrivarono 14 avvisi di conclusione indagini emessi dal Sostituto Procuratore Giuseppe Cacciapuoti che nel 2011 aprì un fascicolo d’indagine nei confronti del sindaco Cosimo Annunziata, della Giunta dell’epoca e di alcuni responsabili dell’ufficio tecnico comunale. Tutti indagati a vario titolo per turbativa d’asta, abuso d’ufficio, concorso nel disegno criminoso; mentre il sindaco Cosimo Annunziata è accusato anche di falso in atto pubblico. Altri capi d’imputazione sono stati sollevati all’ex assessore Adolfo Canzio che è stato accusato anche di istigazione alla corruzione e calunnia verso l’Arma dei Carabinieri di San Marzano. L'inchiesta fu ribattezzata “Parentopoli & appalti” perchè secondo gli inquirenti venivano favoriti alcuni parenti di politici nelle gare comunali, anche a discapito di dipendenti pubblici non 'conniventi'. Ora i 14 rischiano il processo: il 3 febbraio la prima udienza.
SAN VALENTINO TORIO - Nemmeno la piccola e ridente cittadina di San Valentino Torio è immune alle inchieste giudiziarie. Nel 2013 ci fu l'inchiesta e il sequestro del supermercato "Sisa" di piazza Spera. I carabinieri avevano dato il via al procedimento penale aperto a carico del sindaco Felice Luminello, del suo vice Alfonso Vastola, del segretario comunale Gennaro Basile e del consulente Prisco Maiorano, oltre che Giuseppe D'Auria, legale rappresentante della società che gestisce il Sisa, e Francesco Falco proprietario dello stabile che lo ospita. Luminello e Vastola risultavano indagati per abuso d'ufficio, mentre Maiorano e D'Auria per abuso d'ufficio, turbata libertà degli incanti e falso ideologico. Basile era indagato per falso ideologico e Falco per turbata libertà degli incanti. La procura ipotizzava gravi illegittimità nella procedura amministrativa che aveva portato al rilascio dell'autorizzazione sulla scorta della quale il Sisa ha cominciato a operare. L'inchiesta non ha condotto esiti definitivi. Intanto a San Valentino continuano i problemi giudiziari. Nei mesi scorsi ci fu un nuovo scandalo a Palazzo Formosa sulla Giunta di Luminello. Infatti ad ottobre è arrivata la sentenza sul danno erariale alle casse comunali. Il sindaco Felice Luminello, il vice Alfonso Vastola, Onofrio Raffone, Michelina Baldi, Eugenio Cardenuto, Aldo Longobardi, Teresa Vastola, Massimiliano Russo e il segretario Gennaro Basile (ora consigliere comunale di maggioranza a Sarno, ex direttore del piano di zona S1) devono restituire 230mila euro allo stato dopo il danno erariale cagionato per l’affidamento dell’incarico a Prisco Maiorano. Un incarico frutto di un disegno ‘criminoso’ e decisamente ‘fuorilegge’ secondo i giudici della Corte dei Conti. Un incarico che costa a Giunta e sindaco 230mila euro ma che nonostante tutto non ha impedito all’esecutivo di Luminello di continuare a rinnovarlo sebbene ci fossero alcune criticità sul ruolo del tecnico Prisco Maiorano.
CORBARA - Anche Corbara rientra nella lista nera con il sindaco Pietro Pentangelo che nel 2012 è stato indagato dalla Corte dei Conti in merito alla Multiservice di Pagani. Pentangelo aveva rivestito il ruolo di vicepresidente della Multiservice coadiuvando l’allora presidente Francesco Cicalese. Sempre vicino alle posizioni del centro destra, Pentangelo era riferimento dell’ex sindaco,Alberico Gambino. Secondo la Corte dei Conti il sindaco di Corbara insieme con altre 55 persone doveva restituire 4 milioni di euro relativi all’approvazione di alcuni debiti fuori bilancio della Multiservice. Un'ulteriore inchiesta che aveva scosso la piccola città è quella delle “multe scontate”. Secondo l'indagine della procura di Nocera Inferiore sarebbero state elevate nel Comune di Corbara centinaia di multe. Ai residenti però sarebbe stato praticato uno" sconto” sull'importo della multa.
CASTEL S.GIORGIO/ROCCAPIEMONTE - Nulla di rilevante da segnalare invece per i comuni di Roccapiemonte e Castel San Giorgio, rispettivamente Andrea Pascarelli e Franco Longanella.
SANT'EGIDIO DEL MONTE ALBINO - A Sant'Egidio del Monte Albino nel 2012 finì nel mirino della magistratura l’assessore provinciale all’edilizia scolastica e sindaco, Nunzio Carpentieri. La Procura antimafia di Salerno volle vederci chiaro per i suoi rapporti con il clan Greco-Sorrentino: il suo nome, già comparso nelle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Vincenzo Greco, boss del clan Greco-Sorrentino, era emerso in aula al processo “Linea d’ombra”, attraverso le parole del figlio, Alfonso Greco, al tribunale nocerino. Greco jr aveva raccontato dei suoi stretti rapporti con alcuni amministratori di Sant’Egidio, narrando circostanze chiare, avvenute in sua presenza, con tanto di nomi e cognomi. Nunzio Carpentieri, era stato indagato per voto di scambio. Secondo i pentiti avrebbe mietuto consensi promettendo alla camorra, tra le altre cose, la gestione di parcheggi. Da questa vicenda Carpentieri ne è uscito a testa alta.
Maglia nera infine ad Angri e Scafati.
ANGRI - Pasquale Mauri, primo cittadino in carica ad Angri, aveva evitato l’arresto per un pelo, era accusato di corruzione perchè secondo l'accusa aveva fatto assumere il figlio dalla società che aveva poi vinto la gara per la riscossione dei tributi. E nel mirino era finita anche la giunta per rimborsi illegittimi concessi ad un funzionario. E' arrivata l'assoluzione.
SCAFATI - Dulcis in fundo c'è Angelo Pasqualino Aliberti, sindaco di Scafati. Per il primo cittadino ex consigliere provinciale Forza Italia, la lista di indagini è lunga.
Qualche tempo fa è stato indagato per le delibere fasulle in cui non erano presenti i firmatari. Finì nel mirino insieme alla giunta ed alla segretaria Immacolata Di Saia: per loro due ci sarà il processo. Fu indagato e prosciolto per aver assunto un avvocato (poi suo candidato) al Comune senza bando e poi per autorizzazioni illegittime al cimitero cittadino, insieme ad un ex consigliere. In alcune inchieste sono stati coinvolti i suoi familiari: indagata la madre per abusivismo edilizio insieme a dei tecnici. Anche il sindaco ha avuto un permesso a costruire in sanatoria per l'abuso della villa costruita mentre è al governo della città. Sta affrontando un processo per diffamazione a proposito del contenzioso idrico ed è stato denunciato per altri reati simili. Nel corso della sua amministrazione la sua attività e quella dell'esecutivo sono finite nel mirino della magistratura contabile per progetti obiettivo concessi a dipendenti comunali in maniera illegittima per gli anni 2009-2010. L'inchiesta si sta estendendo anche al 2011. L'Acse – partecipata comunale – è finita nel mirino dell'Antimafia per l'appalto e degli affidamenti concessi ad una ditta interdetta dalla Prefettura per i suoi legami con la criminalità: il cda fu indagato per camorra e turbativa d'asta. Alcune posizioni sono state risolte, altre sono ancora al vaglio della procura. Nel 2009 la commissione del contributo fitti fu indagata per aver concesso in maniera illegittima i fondi per gli alloggi e qualche tempo dopo alcuni funzionari furono indagati a loro volta per elargizioni a finti poveri che avevano presentato Isee fasulli. Poi c'è l'inchiesta in cui emersero falsi titoli per vincere il concorso a tempo determinato come architetto: sono state rinviate a giudizio la candidata, la segretaria comunale Immacolata Di Saia e due dirigenti. Avvisi di garanzia ai dirigenti comunali anche per il concorso per ingegneri. Infine, nel corso della sua amministrazione, è stata sollevata anche in parlamento la “questione morale” tra l'altro perchè la segretaria ha avuto incarichi di responsabilità in alcuni comuni del casertano tra i quali Casapesenna, San Cipriano di Aversa e Casal di Principe, oltre che del salernitano come Battipaglia, tutti sciolti per infiltrazioni camorristiche.
Nell’Agro nocerino forse è venuto il momento di fare i conti, politicamente, con la classe dirigente. E' chiaro che i livelli di responsabilità sono differenti e vale per tutti la presunzione di innocenza. Ma politicamente il discorso è molto diverso: di fronte ad accuse anche molto gravi un amministratore dovrebbe anche valutare la possibilità di dimettersi, cosa che nessuno finora ha preso in considerazione.



