NOCERA INFERIORE. Operazione Big boat: annullata la misura cautelare nei confronti del 26enne di San Valentino Torio, Enzo Sorvillo. Ieri , il Tribunale del Riesame di Salerno ha revocato la misura cautelare disposta nei confronti di Enzo Sorvillo, difeso dall’Avvocato Fiorenzo Pierro. Al vaglio anche le posizioni degli altri 74 indagati. L'operazione “Big boat” era stata avanzata qualche settimana fa dalle forze dell'ordine. Nell'ambito dell'inchiesta erano state sgominate le tre bande che si sono appropriate indebitamente di merci per oltre 10milioni di euro. Il gruppi capitanati dal torrese, anche se residente a Milano, Gaetano Vezzi, e dal poggiomarinese Umberto Guadagno, avrebbero messo a segno oltre 100 truffe o appropriazioni indebite, portando via alle aziende che si erano affidate alel loro ditte di tarsporto (talvolta fittizie, altre volte clonate da quelle realmente operanti nel settore) per consegnare carichi che non arriveranno mai a destinanzione.
Gli agenti delle questure di Salerno, Napoli e Milano, e i carabinieri del comando provinciale salernitano avevano eseguito 39 ordinanze cautelari a carico di altrettanti indagati, tra i 76 che conta questa tranche dell’operazione, diretta dal pm Giuseppe Cacciapuoti. L’operazione convenzionalmente è stata denominata “Big Boat”, la grande nave, da un’espressione che gli indagati avevano utilizzato a telefono per definire l’arrivo di un carico lucroso. Il Gip di Nocera Inferiore, Alfonso Scermino, aveva ordinato che in quattro finissero in carcere, 23 agli arresti domiciliari, nove obbligo di dimora e tre alla presentazione alla polizia giudiziaria. nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti appartenenti, a vario titolo, ad un’associazione per delinquere operante sull’intero territorio nazionale, dedita alla commissione di truffe, falsi, ricettazione ed appropriazione indebita. La misura cautelare per Sorvillo però è stata annullata.
La misura cautelare prende le mosse da due indagini, una della sezione di polizia giudiziaria presso la procura nocerina, retta dal ispettore Senise, e un’altra da un’inchiesta dei carabinieri. L’attività investigativa ha consentito di redigere un’elaborazione definitiva a cura della sezione di polizia giudiziaria – aliquota polizia di Stato presso la Procura di Nocera Inferiore, documentando l’esistenza di un’articolata associazione per delinquere che in nome e per conto di una ditta di autotrasporti con sede legale fittizia a Milano, otteneva da diverse società di autotrasporti del nord Italia l’affidamento di carichi di merce, fornendo false referenze, documenti di circolazione falsificati e polizze assicurative presentate a garanzia dei trasporti da effettuare alterate, impossessandosi così della merce che poi rivendevano a ricettatori sia settentrionali sia meridionali, in questo caso erano la maggior parte.
Merce che veniva rivenduta a nero e a prezzi bassissimi, finendo in negozi che praticavano sconti e quindi facendo concorrenza sleale. Vittima imprese sul territorio nazionale, europeo ed anche extra europeo, hanno subito nel tempo danni stimabili in una decina di milioni di euro. Gli uomini del vicquestiore Niglio e del maggiore Gennaro Iervolino, durante il corso delle indagini, avevano già arrestato uno degli indagati, avevano individuato e sottoposti a sequestro 17 carichi di merce rubata e 2 depositi ubicati a Sarno e uno a Poggiomarino, dove è stata recuperata merce provento di reato per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro; erano stati documentati diverse appropriazioni indebite di merce, per un valore di circa 500.000 euro.
Il gip ha anche ordinato il sequestro preventivo di 16 trattori stradali e 21 semirimorchi, veicoli attraverso i quali venivano materialmente perpetrati i reati contestati.


