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Scafati. Arresti per Aliberti e i Ridosso: "Con i clan per vincere le elezioni, senza scrupolo"

25 Novembre 2016 Author :  

"Il sindaco Pasquale Aliberti potrebbe continuare a dare vantaggi al clan con la sua attività di sindaco" per i giudici del Tribunale del Riesame deve andare in carcere insieme a Luigi e Gennaro Ridosso, entrambi appartenenti ed elementi di spicco del clan Ridosso/Loreto. Per i giudici "la tendenza di Aliberti ad entrare in rapporti con la camorra non riguarda solo questo clan infatti i dati acquisiti all'Antimafia evidenziano come Aliberti pur di accaparrarsi voti e vincere le competizioni elettorali non si è mai fatto scrupolo ad entrare in contatto in accordo con il tessuto criminale del momento". Sì pensi alla vicenda del clan Sorrentino e a quella del clan Matrone infatti, l'antimafia aveva accertato la presenza del clan Sorrentino alle elezioni comunali del 2008 mentre in quelle del 2009 erano stati ritrovati manifesti elettorali di Pasquale Aliberti candidato alle provinciali delle proprietà della famiglia del boss Franchino Matrone.
"Sono i pentiti Pasquale Alfonso Loreto a ricordare quando i Sorrentino hanno aiutato Pasquale Aliberti nella competizione amministrativa comunale del 2008 da cui ne è uscito vincente - scrive il collegio del tribunale del Riesame con il presidente Gaetano Sgroia e i giudici Giuliano Rulli e Dolores Zarone -Nella competizione elettorale provinciale del 2009 infatti un cartellone di propaganda di Aliberti viene trovato nel deposito della famiglia Matrone e il custode del capannone conferma l'appoggio elettorale dato ad Alberti dalla famiglia Matrone. Nel 2013 invece Pasquale Aliberti è stato appoggiato dal clan Ridosso/Loreto così come aveva anche acclarato il giudice per le indagini preliminari, Donatella Mancini.
Nel 2015 ancora una volta aveva cercato l'appoggio dei Ridosso per conto della moglie candidata alle elezioni regionali. Se è vero che, come scrive il giudice, non ci sono imminenti competizioni elettorali a Scafati, è anche vero che l'aiuto della camorra è stato chiesto per tutti i tipi di competizioni dalle elezioni regionali del 2015 alle provinciali del 2009 provinciali e questo quindi rafforza la tesi per cui Aliberti può ancora fare accordi con la camorra nello svolgimento della sua attività politica amministrativa". I giudici poi entrano anche a gamba tesa sulla azione di Gennaro e Luigi Ridosso in quanto comunque ribadiscono che devono restare in cella perché vi é il pericolo della reiterazione del reato, appurato che i due hanno una propensione ad appoggiarsi con qualunque esponente politico per ottenere appalti nelle ditte di cui sono titolari, lo dimostra l'approccio tentato invano anche con Pasquale Coppola.

Per quanto riguarda Nello Aliberti invece, secondo i giudici del Tribunale del Riesame non ci sono chiari elementi circa il comportamento nei patti del fratello del sindaco " vi è senza dubbio una attiva partecipazione di questo indagato alla campagna elettorale del fratello del 2013 ed inoltre c'è una questione insorta con il clan che volevano da lui un affidamento dei servizi presso la società l'Igiene urbana" ma comunque Nello Aliberti ha un ruolo marginale.
Pure gli incontri a cui era presente, secondo i giudici, sono comunque circostanze che non provano che l'indagato abbia avuto un ruolo nel patto con il fratello Angelo Pasqualino insieme al clan.
Vi sono poi le dichiarazioni della giornalista Valeria Cozzolino a proposito delle minacce ricevute alla presenza di Nello Aliberti da parte di Gennaro Ridosso:" anche questo episodio non dimostra il coinvolgimento dell'indagato nel patto politico mafioso stretto dal fratello con il clan essendo spiegabile la sua come la volontà di tutelare l'onorabilità della propria famiglia" secondo i giudici. In quell'episodio infatti lui non profuse le minacce di morte avanzate invece da Gennaro Ridosso secondo l'accusa.
Anche gli incontri avvenuti in occasione del 2015 non riescono comunque a dimostrare un suo coinvolgimento reale e da un punto di vista decisionale in questo patto con la camorra.
Nello Aliberti quindi dovrà difendersi durante il processo delle accuse mosse dall'antimafia nei suoi confronti. Nel frattempo si aggrava la posizione di Monica Paolino moglie del sindaco Pasquale Aliberti e consigliere regionale che lunedì sarà invitata in Procura per esporre la sua versione in quanto comunque non poteva non sapere secondo l'accusa quello che succedeva per farla eleggere consigliere regionale, non una ma due volte. L'indagine è stata condotta dal pm Vincenzo Montemurro e dal capitano della Dia di Salerno Fausto Iannaccone. Si tratta di un'inchiesta che é ancora apertissima e che potrebbe portare nel breve a nuovi e importanti sviluppi, in attesa del ricorso in Cassazione che sarà presentato da Angelo Pasqualino Aliberti.
In queste ore intanto c'è attesa circa la decisione del Prefetto sul destino del Comune di Scafati e del ruolo di Pasquale Aliberti come sindaco. Sembra ormai più che mai inevitabile lo scioglimento del Comune di Scafati per infiltrazione camorristica.

Punto Agro News

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