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Scafati. Aliberti: "Ecco chi sono i miei accusatori" e via al veleno..

19 Novembre 2016 Author :  

La difesa di Aliberti spiega punto per puntole accuse della Procura nella sua difesa, al Riesame, da 95 pagine.

I NEMICI DEL CONSIGLIO COMUNALE – Per gli Aliberti, la questione politica in consiglio comunale, è diventata una vera e propria battaglia personale. Dall'inchiesta Over Line in poi, dunque,la persona del sindaco Aliberti, pur non risultando indagato in quel procedimento, ha cominciato ad essere ordinariamente associata alla figura di un camorrista, divenendo cavallo di battaglia per la campagna elettorale dei candidati dell'opposizione alle comunali del 2013.

LA BATTAGLIA CON VITTORIO D'ALESSANDRO - Secondo i legali degli Aliberti, l'avvocato Vittorio D'Alessandro, anch’egli candidato a sindaco nelle liste del PD, si pose come paladino della legalità contro la politica del malaffare, come usava definirla in tutti i comizi, peraltro ancora presenti in numerosi filmati in rete. Su questo, poi gli avvocato sottolineano che con l'avvocato D'Alessandro vi è stato un contenzioso, per la vicenda della stabilizzazione del posto di lavoro presso il comune di Scafati della moglie, architetto Annamaria Matrone, che ad oggi, vede processato Aliberti per diffamazione e l’architetto Matrone per violazione del segreto d'ufficio. Il primo tentativo di risolvere la questione fu di natura politica. “D'Alessandro convocò il Sindaco Aliberti a casa del proprio fratello medico per parlare della questione riguardante la moglie, circostanza da lui stesso ammessa durante il consiglio comunale del 16 settembre 2013 e riportato nel verbale stenotipico. Egli pur non essendo il legale degli aspiranti stabilizzandi che erano in contenzioso con il comune e non rivestendo nemmeno cariche pubbliche, organizzò quell’incontro per motivi personali, quale marito della Matrone, riferendo in quella sede che era possibile una risoluzione politica della questione. Conclusasi la vicenda stabilizzazioni con esito negativo, il comune bandì un concorso a tempo determinato per 6 mesi, per coprire i posti intanto rimasti vacanti, nelle more dell'avvio dei concorsi a tempo indeterminato. A questo concorso, nella categoria architetti, partecipò anche la Matrone Anna Maria, che arrivò prima, ma purtroppo la professionista aveva superato i limiti imposti al lavoro flessibile dalla rigida normativa allora vigente, per cui non fu assunta ed il relativo posto fu lasciato non coperto a tutela e garanzia dell'interessata. La Matrone avviò subito una serie di contenziosi dinanzi ad autorità giudiziarie diverse, tutti definiti con esito negativo ad eccezione di una sentenza a lei favorevole del Giudice del lavoro che statuiva il suo diritto all’assunzione per soli 6 mesi. La sentenza veniva prontamente eseguita dall’ente. Nel frattempo giungevano anche le sentenze di diniego alla stabilizzazione, in primo grado al Giudice del Lavoro e in appello; al momento pende ricorso per Cassazione” spiegano i legali. “Questa la vicenda amministrativa, ma dal momento della mancata transazione per la stabilizzazione si sono susseguite numerose denunce penali, sia anonime che firmate, tutto dello stesso contenuto. Praticamente ogni atto di criminalità in città veniva ricollegato al Sindaco Aliberti e prontamente denunciato alla Procura ed alla Prefettura; tra questi, anche l’assenza dell’Aliberti alla presunta marcia per la legalità organizzata dal PD all'indomani della bomba carta ai danni di parenti dell'avvocato D'Alessandro, per la quale il Sindaco protocollò ed inoltrò una dettagliata denuncia al Prefetto e al Questore”.

I CONTRASTI CON MARIO SANTOCCHIO - “La sua avversione per così dire politica, trovava la sua ratio in una richiesta, mai accolta, al comune per ottenere l’autorizzazione a realizzare un grosso centro commerciale in deroga allo strumento urbanistico della città in un terreno di proprietà dei familiari del Santocchio e con una società intestata alla di lui consorte, Chirico Irene. Per tale procedura interveniva anche il diniego del Commissario ad acta nominato dal Prefetto di Salerno per il richiesto rilascio di permesso a costruire un centro commerciale in deroga ai vigenti strumenti urbanistici” spiegano gli avvocati. In particolare, Santocchio starebbe ostacolando la Ex Copmes perchè “contraria ai propri interessi finanziari, atteso che egli vorrebbe un insediamento commerciale simile in altra zona della città e più precisamente su terreni di sua proprietà con un evidente conflitto di interessi nell’esercizio della funzione pubblica di Consigliere. Eppure questi conflitti, dal Sindaco Aliberti costantemente rappresentati e segnalati per iscritto a tutte le autorità preposte, senza ricevere mai risposta alcuna, non vengono tenuti nella necessaria considerazione, a fronte delle generiche denunce fatte dagli oppositori non proprio disinteressati”.

GLI INTERESSI DI MARCO CUCURACHI - “Allo stesso modo l'attuale capogruppo PD, Marco Cucurachi, per evidenti rancori personali utilizza la politica per avversare il sindaco Aliberti, come nel caso dell’abuso edilizio cui è interessato l’immobile dove abita, di proprietà della moglie. Per tale vicenda, il Cucurachi si è più volte rifiutato di far accedere gli agenti per accertare gli abusi poi riscontrati dalla Procura della Repubblica, denunciando addirittura il vigile accertatore. Analogo atteggiamento per il mancato pagamento dei tributi da parte del Cucurachi, accertato dalla stessa società Geset, che continuamente egli attacca, qualificandola quale carrozzone clientelare. Per tale grave mancanza, peraltro, è stata richiesta la procedura di decadenza nei confronti di tutti i consiglieri comunali per i quali Geset sta accertando il sussistere delle condizioni di incompatibilità previste dalla normativa vigente. Il consigliere Cucurachi nella sua attività di avvocato, ha ottenuto con le precedenti amministrazioni incarichi per centinaia di migliaia di euro, atti che sono stati inviati alla Corte dei Conti per i dovuti controlli. Per tale attività l’Aliberti è stato pubblicamente criticato dal Cucurachi, che lo ha finanche querelato” spiegano i legali.

IL RIVALE PASQUALE COPPOLA - “Questi, eletto Presidente del Consiglio per volere della maggioranza, veniva da essa criticato sin dal suo insediamento per il suo modo poco ortodosso di condurre le attività legate alla carica ricoperta. Più volte veniva richiesto al Sindaco Aliberti di avviare il percorso di sfiducia del Presidente del Consiglio, ritenuto non più garante di terzietà, ma il primo cittadino respingeva sempre tali richieste pur provenienti dalla sua maggioranza” spiegano gli avvocati “Anche durante la vicenda della decadenza dalla carica di Sindaco per contenzioso in corso con l'ente, il Coppola non manteneva una posizione di garanzia e terzietà arrivando addirittura ad ignorare le previsioni statutarie e regolamentari sulle convocazioni del consiglio comunale”.

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