Salerno. "Ipotesi voto di scambio?": un fascicolo ancora senza reato per De Luca
Nel fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Napoli in merito all'audio con cui il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, invitava 300 sindaci a darsi da fare per il si al referendum, non sono configurate al momento ipotesi di reato. La Procura, attraverso la sezione reati contro la Pubblica amministrazione coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino, ha delegato la Guardia di Finanza all'acquisizione del file audio. Nel fascicolo, confluirà anche l'esposto presentato dal Movimento 5 Stelle nel quale si ipotizza il reato di voto di scambio nei confronti di De Luca. Quest'ultimo aveva risposto scrivendo nei suo ufficio al terzo piano della sede della giunta, una dichiarazione nella quale sottolinea che "Come un anno e mezzo fa, con una puntualità cronometrica, anche oggi alla vigilia di un voto importante, viene costruita, sul nulla assoluto, una campagna di aggressione mediatica inaudita. Si ha paura del voto in Campania, che oggi come alle Regionali, è politicamente decisivo. Allora, i promotori di quella campagna si sono coperti alla fine di vergogna e noi abbiamo camminato a testa alta. Così succederà anche oggi".E proprio ai pentastellati l'ex sindaco di Salerno ha dedicato una parte della sua replica: 'A chi alza polveroni per nascondersi - ha affermato - riproporremo le domande scomode che cercano di evitare. Luigino Di Maio restituisca i 13mila euro al mese che percepisce. Rispondano i Cinque Stelle sull'illegalità vera (firme false a Palermo e Bologna). Dicano perché, da quando volevano cambiare il mondo, si sono ridotti a difendere la palude burocratica dell'Italia così come. Rinnovo la mia sfida a Di Maio a un dibattito pubblico, in diretta, sui temi della legalità e della trasparenza, oltre che su quelli referendari". In Antimafia, intanto, si attendono gli eventuali sviluppi che scaturiranno dal lavoro che la Procura intenderà compiere. "Penso che una risposta arriverà presto", ha sottolineato la presidente della commissione. Rosy Bindi. Secondo il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, "il monologo" di De Luca "istiga in modo assolutamente palese al voto di scambio". Per Renato Brunetta invece, capogruppo Fi alla Camera, "Renzi gioca a fare l'anticasta e poi difende De Luca" mentre Roberto Speranza, leader della corrente di Sinistra riformista del Pd ha sottolineato che "quando sento accostato il nome di De Luca alla parola antimafia si commette un errore, ma da parte sua c'è un atteggiamento di incontinenza verbale sinceramente indifendibile". Infine il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha commentato: "La commissione se ha ritenuto quel passo da fare lo faccia, ma non mi pare che sia una questione fondamentale. Questa polemica va affrontata credo prevalentemente sul terreno della politica non credo che il profilo giudiziario sia quello con il quale misurare questo tipo di vicenda". Polemiche senza fine insomma, ora anche sull'emendamento De Luca approvato durante la serata di mercoledì dalla Commissione Bilancio della Camera. "Spudoratamente il Pd, nonostante il parere negativo del ministro Lorenzin, in Commissione Bilancio approva l'emendamento prò De Lucam cosi da consentire al presidente della Campania di diventare commissario alla sanità. Si chiude il cerchio del voto di scambio di De Luca col governo Renzi" - ha attaccato il consigliere regionale del movimento pentastellato Valeria Ciarambino e membro della Commissione Sanità. "Il presidente ha istruito gli amministratori Pd della Campania - sottolinea - facendo sfoggio di consolidate tecniche di voto di scambio pro sì' al referendum". "E Renzi è stato di parola aggiunge - concedendogli i poteri commissariali e nuovo spazio clientelare". "Å' l'ultimo tassello di un disegno che parte dalla legge regionale di De Luca sulle nomine dei direttori generali in sanità, in aperto contrasto con la legge Madia eppure mai impugnata dal Governo conclude l'esponente del M5s - che consente al ras della Campania di nominare direttamente e con totale discrezionalità i manager in sanità senza nessuna trasparenza ne meritocrazia. Nella legge di semplificazione, in discussione la prossima settimana. De Luca prova a completare l'opera di controllo assoluto sulla sanità, modificando anche i criteri di nomina".


