Gli italiani sono chiamati al voto domenica 17 aprile 2016.
Il referendum ha ad oggetto un unico quesito: l’abrogazione dell'art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, "Norme in materia ambientale", limitatamente alle seguenti parole: "per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale".
Ma facciamo un passo indietro.
Ad oggi la ricerca di idrocarburi liquidi e/o gassosi nel mare italiano può avvenire solo in determinate «zone marine».
In particolare, dal 2013 sono state vietate le nuove trivellazioni nel mar Tirreno, nelle aree marine protette e nelle acque comprese entro le 12 miglia nautiche dalla costa.
Ciò che non convince i promotori dell’iniziativa referendaria è che, pur sussistendo un divieto di nuove trivellazione in determinate zone marine, la norma prevede al tempo stesso che le concessioni già rilasciate - prima del 2013 - possano continuare “per la durata di vita utile del giacimento”.
L’eliminazione dell’inciso “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”, e quindi la prevalenza del SI, comporterà che le concessioni già rilasciate giungeranno alla scadenza prevista senza poter essere rinnovate ulteriormente.
Ricordiamo che affinché l'esito del referendum sia valido, è richiesta la partecipazione al voto della maggioranza degli aventi diritto al voto.
Avv. Francesca Corrado


