Peppino Di Capri: “Grande artista, grande uomo!”

20 Febbraio 2019 Author :  

di Francesco Apicella

“Dappertutto trovo persone che mi indicano con la mano e mi dicono: “E’ tutta colpa tua!”,si riferiscono alle loro storie d’amore, intendendo che sono cominciate o finite sulle note delle mie canzoni più famose, che sono un po’ la colonna sonora delle relazioni amorose degli italiani. Direi che l’inno degli innamorati, per eccellenza, è “Champagne”, una delle mie canzoni di maggior successo”. Sono le parole di Peppino di Capri, uno dei più grandi artisti della canzone italiana e napoletana, con una carriera luminosa e stellare, sia in Italia che all’estero, un cantante con l’orecchio assoluto (cioè capace di riconoscere una nota senza usare uno strumento musicale), amato e stimato in tutto il mondo. Peppino, nato in una famiglia di musicisti (il nonno suonava nella banda musicale di Capri e il padre, che aveva un negozio di dischi e di strumenti musicali, nel tempo libero suonava il sax, il clarinetto, il violoncello e il contrabbasso in un’orchestra),si esibì per la prima volta all’età di quattro anni, nel 1943,suonando il pianoforte davanti alle truppe americane di stanza a Capri durante la guerra. Un vero bambino prodigio che, poi, nel tempo, ha mantenuto le sue promesse, sfrecciando sempre più in alto nel panorama musicale italiano e internazionale, verso un successo solido, duraturo e inossidabile. La sua vita è costellata di successi musicali e di aneddoti divertenti. “Ricordo che, una volta, mentre suonavo e cantavo nel night di mio zio Ciro” racconta divertito Peppino “c’era un signore appoggiato da due ore al mio pianoforte e mi dava un fastidio enorme averlo così vicino. Chiamai mio zio e gli dissi:” O zì, fa levà chillu signore appuggiato ncopp’o’ pianfort, me dà fastidio” “Guagliò” mi rispose lo zio “Statte zitto e suona, chillu signore è nu’ cliente e’ lusso, ha già ordinat sei butteglie e’ champagne. Sei!Ho detto tutto!” Quel signore era Onassis e, con lui, c’erano la Callas, Grace Kelly e il principe Ranieri di Monaco”. Peppino di Capri ricorda anche il suo incontro con Matteo Salvini, avvenuto sabato 11 marzo 2017, a Fuorigrotta, alla Mostra d’Oltremare. “Quattro anni fa, prima di questo incontro, a Napoli c’era stato il grosso problema dei rifiuti e Salvini, al riguardo, non era stato tenero coi napoletani, usando nei loro riguardi parole piuttosto pesanti . Poi ho scoperto da una sua conferenza stampa che era un mio grande fan, così mi sono incuriosito e sono andato a sentirlo. Prima del comizio l’ho incontrato e gli ho regalato due cd, l’ultimo e quello dal vivo, con dedica, un semplice omaggio a un mio ammiratore, un gesto simpatico che avrei fatto con chiunque avesse espresso pubblicamente degli apprezzamenti entusiastici sulla mia musica. La stampa, però ha subito travisato questo mio gesto, accusandomi di essere un leghista ma, lasciamo stare e ritorniamo al mio incontro con Salvini, “Voglio vedere come te la cavi coi napoletani” gli ho detto prima del comizio “per giustificare le brutte cose che tempo fa dicesti su di loro. Mi ha risposto che era roba di quattro anni addietro e io gli ho detto che i napoletani non dimenticano, hanno buona memoria come gli elefanti.” “Rimani ad ascoltarmi durante il mio comizio?” mi ha chiesto “Non mi muovo finchè non sento le tue scuse” “Ti prometto che mi scuserò!” E, dal palco, nei primi minuti della manifestazione, Salvini ha mantenuto la sua promessa. Ha ammesso di avere sbagliato e ha garantito di non voler sbagliare mai più, in futuro ma, anzi, di volersi conquistare la fiducia dei napoletani. Ci siamo salutarti da lontano con un gesto della mano e con un sorriso”. Peppino di Capri non è solo un grande artista, amato dalla critica e dal pubblico, è soprattutto un grande uomo!

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