Bianco, Rosso e Verdone, l'aneddoto sulla sora Lella

12 Giugno 2019 Author :  

Francesco Apicella

“Quando nel 1981 girai il mio secondo film “Bianco, rosso e verdone” racconta Carlo Verdone “ebbi delle difficoltà a trovare un’attrice che potess interpretare con naturalezza e credibilità il ruolo della nonna di Mimmo, il goffo e ingenuo giovanotto, protagonista di uno degli episodi del film. Tutte le grandi attrici, quelle popolari, erano morte ed era un po’ un problema trovarne una all’altezza del ruolo. Le vecchie contrabbandiere di Trastevere, avevano la faccia giusta, da matrone romane, erano brave a darti una battuta ma era difficile, se non impossibile, trovarne una geniale, capace di sostenere un ruolo dove ci dovesse essere tanta, tanta anima. Un bel giorno, un mio amico, che aveva il bar sotto casa mia, mi disse:” A Cà, stai a cercà una che deve fa tu nonna?” “Sì!” gli dico, “sintonizzati su radio Lazio, ce sta ‘a sora Lella, la sorella di Aldo Fabrizi, attacca di mattina, alle 11, fa un programma per le donne che hanno un sacco di problemi e che si rivolgono a lei per avere un consiglio o un conforto morale. Guarda che fa morì dalle risate e c’ha un grande ascolto in tutta Roma… sentila! A mezzogiorno fa uno stacco, viene qui al bar, si prende un crodino e, poi, ritorna a radio Lazio, che sta a 50 metri dal bar” il giorno dopo mi sono sintonizzato su radio Lazio e ho ascoltato il programma della sora Lella. Le donne che si rivolgevano a lei, per consiglio, erano tutte donne disperate, in lacrime, quasi sempre con problemi di corna e i consigli della sora Lella erano tutti piuttosto vivaci e coloriti. “ “Lella, Lella mia!” “Dimme, tesoro, che t’è successo?” “So Ada, quella del Prenestino, me riconosci?” “Dimme, dimme!” “Stanotte, mi marito si è ritirato alle 3 e, quando, stamattina, gli ho guardato il colletto della camicia, ho visto che era sporco de rossetto. Che devo da fà?” “Lo sai che te dico, daje un carcio ar culo. Cambia la serratura!” oppure “ Daje ‘na zampata alle palle! Pjalo a pizze ‘n faccia!” Le storie erano tutte uguali e i consigli della sora Lella pure, però aveva una tale autorevolezza che quelle povere donne, incoraggiate da lei, trovavano la forza di reagire ai maltrattamenti dei loro mariti .” “Il giorno dopo” continua Verdone “vado al bar a mezzogiorno e trovo la sora Lella che prendeva il solito crodino. Era una donna grossa, con una bella faccia romana, da bancarellara di Campo dei fiori. Mi avvicino al bancone e, in segno di profondo rispetto, mi rivolgo a lei, dandole del voiVoi siete la sora Lella?” mi guarda e mi fa “E voi chi siete?”.In quel periodo avevo fatto “Non stop” in televisione e “Un sacco bello” al cinema, cominciavo ad essere famoso e ad essere riconosciuto per strada, soprattutto a Roma. “Sono Carlo Verdone” le risposi, lei mi guardò e mi disse:”Ma chi, quello che fa l’attore?” “Sì, sono io” “Me cojoni!” mi fece “Sora Lè, faccio l’attore e il regista” “Me cojoni!”. Da quel momento fu soltanto un “me cojoni!” dietro l’altro. “Sto cercando un’attrice che dovrebbe interpretare il ruolo di una nonna nel mio prossimo film e io sarei il nipote di questa nonna” “Me cojoni! E che hai pensato a me?” “Sì, ho pensato a voi, ve la sentireste di fare un provino?””Io i provini li faccio tutti i giorni, alla radio, dentro casa. Ho fatto pure qualche particina a cinema, ne “I soliti ignoti”di Monicelli, ne “La mia signora” con Albero Sordi”. In realtà aveva fatto solo piccole genericate, la monaca, la portinaia, sempre ruoli molto proletari. “Datemi il vostro numero di telefono, vi faccio chiamare dal mio aiuto regista e mi venite a trovare alla Dear film, sulla Nomentana”. E lei mi disse “Però, voi del cinema dite, dite e, poi, nun fate più niente” “No, sora Lè” le risposi “Voi c’avete la faccia giusta per il ruolo e, se mi sostenete con le battute, è fatta!”. Quando dissi a Sergio Leone che avevo trovato l’attrice giusta per interpretare il ruolo della nonna mi domandò, sospettoso “E chi hai trovato, chi hai chiamato?” “Guarda ne ho trovato una straordinaria!” “E chi è?” “A sora Lella, la sorella di Aldo Fabrizi!” “O Dio mio, ma che cazzo hai combinato? Quella ha il colesterolo a 300, entra ed esce dal Fatebenefratelli (noto ospedale di Roma n.d.r), va a finì che ce more durante il film.” “A mettiamo a dieta, magari!” “Ma che metti a dieta, hai fatto un casino!” Malvolentieri Leone venne anche lui a vedere il provino della sora Lella, che lo fece davvero in maniera fantastica.”E’ andata bene, no?” gli feci alla fine del provino a Sergio “Ma se questa ce more sul set, poi che famo, chi lo paga il film se ne hai girato già metà?” “Ma perché deve morì? Le diciamo di mettersi a dieta” “Si vabbè, ciao, core!”concluse Leone, andando via, contrariato. Chiamai la sora Lella e le dissi :”A sora Lè, mi dovete fare una cortesia, non prendete il cestino del pranzo rosso, prendete quello bianco, è meno calorico, cercate di non mangiare pasta e di perdere qualche chilo”. Dopo una settimana il capo macchinista le disse:” A sora Lè, farebbe una bella amatriciana pè i macchinisti e gli elettricisti?” “Ma come no, dateme na pentola!” Le portarono una pentola da militare, una cosa enorme e non so quanti bucatini fece. La fame c’era, il profumo dei bucatini era irresistibile e li mangiammo anche noi attori, che eravamo tutti affamati. Coi bucatini andammo avanti per una decina di giorni, eravamo arrivati a un punto che non se ne poteva più fare a meno, erano diventati come una droga. Non lavoravamo più di pomeriggio, c’avevamo sonno, io mi ricordo che non riuscivo più a dire le battute perchè avevo la mente offuscata…dai bucatini. Allora dissi alla troupe: “Levatele sta pentola, per favore, e riportate i cestini”. Il risultato fu che, alla fine del film, ero ingrassato di 4 chili. Leone lo venne a sapere e si incazzò come una bestia “ A Cà, ma, allora, tu la stai proprio accompagnà al Verano!” (Cimitero di Roma n.d.r).Se more, il film si ferma, lo vuoi capì?”. Il film andò bene, sora Lella sopravvisse, siamo sopravvissuti tutti e quando uscì nelle sale cinematografiche fu un grandissimo successo. Nel 1988 ,nella serata della consegna dei David di Donatello, Carlo Verdone, premiato per il film “Io e mia sorella”, incontrò il mitico Aldo Fabrizi che, invece, era stato premiato con un David speciale alla carriera. Incazzato e col fiatone, Fabrizi fermò Carlo e gli fece:” Tu, mò, me devi da dì che cazzo ce trovi in mi sorella, perché l’hai messa a fà il cinema’” “Ma perché è brava!!” gli rispose Verdone “Brava un par de palle! Quella è bona sola a cucinà?” Che rosicone! Era una caso di invidia davvero tragica! Un maestro del cinema, della sua portata, era geloso del successo e della popolarità della sua sorella più piccola. Davvero incredibile! Magica, indimenticabile sora Lella, diventata con solo due film, grazie alla sua genuinità ruspante, alla sua simpatia contagiosa e al suo fresco talento naturale, la nonna più amata e coccolata del grande schermo.

AdMedia

Punto Agro News

PuntoAgronews è un giornale online che si occupa del territorio tra l'Agro Nocerino Sarnese e la Costiera Amalfitana. 

CONTATTACI: 

redazione@puntoagronews.it

Via Nazionale, 84018 - Scafati

Tel. 3285848178

 

 

Publica Blu Trasp2