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Scafati, centro sociale: stangata al Comune, vince Nappo
Stangata da circa due milioni di euro in arrivo per Palazzo Meyer. Finisce molto male per l'Ente la questione “centro sociale San Pietro”: il Consiglio di Stato dà ragione a Vincenzo Nappo, il Comune sarà costretto a risarcire il proprietario dell'ex Piazzetta del Gesù in via Poggiomarino e si rischia ancora una volta il dissesto finanziario. Secondo i giudici amministrativi di secondo grado è “dubbio” il comportamento del comune di Scafati che ha negato il permesso a costruire in sanatoria presentato da Vincenzo Nappo per Piazzetta del Gesù. Ha avuto ragione – per adesso - il proprietario di quel terreno su cui il sindaco Pasquale Aliberti ha sventolato la sua bandiera di legalità fino allo scorso 20 dicembre, data in cui è stato inaugurato il centro sociale di San Pietro alla presenza del vescovo della diocesi di Nola, Beniamino De Palma. Il sindaco aveva sostenuto di aver “confiscato al pregiudicato Vincenzo Nappo quella proprietà” e, senza nemmeno attendere l'allaccio di energia elettrica e acqua corrente aveva tagliato il nastro dell'opera simbolo della sua battaglia alla criminalità organizzata. Il 22 dicembre però i giudici amministrativi hanno depositato la sentenza in favore di Nappo, difeso dall'avvocato Oreste Agosto: solo il Comune, secondo i giudici, ha compiuto un atto illegale acquisendo la piazza del Gesù e demolendola in fretta e furia. Nappo non ha commesso illeciti e il suo abuso doveva essere condonato, proprio come sono state condonate altre strutture o ville abusive in città.
IL FATTO - Tutto è iniziato quando Nappo realizzò una piazzetta ad uso pubblico e gratuito sul suo terreno in via Poggiomarino ma il Comune gliela espropriò e intimò la demolizione per realizzare un centro sociale polifunzionale (amministrazione Bottoni) finanziato dalla Regione. Tra querelle e errori di notifiche, Nappo arrivò a presentare una richiesta di permesso a costruire in sanatoria per quella struttura. Una richiesta che fu rigettata. A distanza di diversi anni, nei giorni scorsi, il Consiglio di Stato ha dichiarato che il comportamento del comune fu illegittimo: Vincenzo Nappo aveva infatti tutte le carte in regola per 'condonare' quella Piazzetta in quanto rientrava nell'uso previsto dalle norme per quell'area.Per il Consiglio di Stato “è irrilevante che il comune volesse realizzare il centro sociale in quella Piazza. Nappo aveva il pieno diritto di proprietà di quel terreno di via Poggiomarino e poiché era in regola col Piano regolatore generale vigente, aveva il diritto di ottenere il permesso a costruire in sanatoria”. Perchè il Comune non glielo concesse e decise di procedere con un'acquisizione al patrimonio comunale nella pubblica assise? Una procedura definita come 'illegittima' dal Consiglio di Stato che quindi ha accolto il ricorso di Nappo e rischia di trascinare in dissesto il comune di Scafati. Quando poteva essere chiusa la questione in un accordo, arrivò la demolizione forzata da parte dell'Ente. Poi la battaglia legale e la realizzazione del centro sociale tra mille difficoltà. Lascia ancor più perplessi l'inaugurazione fatta lo scorso 20 dicembre dall'amministrazione in cui si parlava ancora una volta erroneamente di una “confisca del bene di via Poggiomarino alla criminalità”. Invece, secondo il Consiglio di Stato, quella piazza realizzata da Vincenzo Nappo è stata abbattuta ed usurpata dal Comune senza alcun diritto. La vicenda di Piazzetta del Gesù è iniziata anni fa ed il confine tra legale ed illegale si è intrecciato talmente tante volte che nemmeno i tecnici comunali hanno più capito quale fosse la giusta direzione. A ristabilire chi ha commesso l'illecito e chi no è stato nei giorni scorsi, il Consiglio di Stato. Insomma, quella di Aliberti, vista dai giudici, è sembrata una battaglia contro la legalità più che in suo sostegno.
LE DICHIARAZIONI - Caso Centro sociale, oltre il danno anche la beffa: il comune rischia il dissesto finanziario. “Il signor Nappo ha diritto ad avere indietro la sua proprietà oppure ad ottenere un risarcimento danni molto cospicuo. Questa sentenza dimostra che il Comune ha usurpato i beni di proprietà di Vincenzo Nappo attraverso dei provvedimenti illegittimi ed un'acquisizione illecita. Nappo aveva il pieno diritto ad ottenere quanto meno il permesso a costruire in sanatoria: ora, gli sia restituita la sua proprietà” così l'avvocato Oreste Agosto, difensore di Vincenzo Nappo e della sua famiglia commenta una sentenza complessa e molto delicata per la città di Scafati. Il risarcimento che Palazzo Meyer deve a Vincenzo Nappo sfiora appena i due milioni di euro ed è una cifra che le casse comunali non si possono permettere vista l'anticipazione di cassa a sei zeri e i debiti pubblici. E come ci si mette da un punto di vista “morale”? Il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti non immaginava forse di essere nel torto anche per la legge. Infatti nemmeno un mese fa su Nappo, Aliberti aveva detto in una nota stampa: “Da sindaco ho infatti provveduto alla confisca di un manufatto abusivo che i miei predecessori, di diverso colore politico, avevano consentito si edificasse su un terreno già espropriato per pubblica utilità, ad opera di un noto delinquente, tale Nappo affiliato al clan di Matrone detto “Franchino a belva”, che di recente ha peraltro subito un attentato dinamitardo nel bar di sua proprietà. Su tale bene confiscato, simbolo in passato del potere camorristico, è stato edificato un centro sociale e per anziani, restituendo pertanto alla cittadinanza l’uso di spazi prima inaccessibili”. Non bastò la risposta di Nappo che gli ricordò di aver offerto la sua proprietà per la campagna elettorale del sindaco Aliberti nel 2008, a mettere nell'angolo del silenzio il sindaco è arrivata la sentenza del consiglio di Stato che invece non ha bacchettato Nappo ma la stessa amministrazione 'anticamorra'.


