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San Valentino Torio, esposto alla Corte dei Conti sul caso CO.GE.: la minoranza chiede verifiche su transazione e gestione del contenzioso

27 Luglio 2026 Author :  

SAN VALENTINO TORIO – Il gruppo consiliare di minoranza "SiAmo San Valentino" ha presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti della Campania chiedendo l'apertura di un procedimento finalizzato ad accertare eventuali responsabilità amministrativo-contabili nella gestione del contenzioso tra il Comune di San Valentino Torio e la società CO.GE. s.r.l., nonché nella successiva rimodulazione degli onorari del legale incaricato della difesa dell'ente.

L'iniziativa è stata sottoscritta dal capogruppo consiliare Giancarlo Baselice, insieme ai consiglieri comunali Laura Giudice, Valentino De Vivo e Antonietta Faiella, che chiedono alla magistratura contabile di verificare la correttezza delle scelte amministrative adottate e i possibili riflessi sul bilancio comunale.

I punti contestati

Nell'esposto, la minoranza individua tre principali profili sui quali chiede un approfondimento istruttorio.

Il primo riguarda la gestione del giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo promosso dalla società CO.GE. s.r.l. e la correlata domanda riconvenzionale avanzata dal Comune.

Il secondo concerne la decisione di definire la controversia attraverso una transazione da 50 mila euro, che, secondo gli esponenti, non sarebbe stata adeguatamente motivata rispetto alle alternative prospettate dal giudice, tra cui il ricorso a una consulenza tecnica d'ufficio (CTU), né pienamente allineata alla proposta conciliativa formulata dal magistrato ai sensi dell'articolo 185-bis del Codice di procedura civile.

Il terzo aspetto riguarda invece la successiva revisione del compenso del legale incaricato della difesa del Comune. Secondo quanto riportato nell'esposto, il corrispettivo sarebbe passato dall'importo originariamente pattuito di 2.537,60 euro a un compenso complessivo di 20 mila euro, definito attraverso una determinazione dirigenziale senza preventiva contrattazione formale, senza procedura comparativa e senza il passaggio, ritenuto necessario dagli esponenti, attraverso il Consiglio comunale quale eventuale debito fuori bilancio o mediante una deliberazione della Giunta quale transazione.

La ricostruzione della vicenda

Nell'esposto viene ripercorsa l'intera vicenda amministrativa.

Il contenzioso trae origine dal decreto ingiuntivo n. 194 del 2 febbraio 2017, con il quale CO.GE. s.r.l. richiedeva al Comune il pagamento di 287.330,48 euro per lavori relativi alla scuola materna di via Curti.

Con deliberazione di Giunta del 10 aprile 2017, l'ente affidò a un legale l'incarico di proporre opposizione al decreto ingiuntivo, fissando un compenso di 2.537,60 euro, successivamente integrando il mandato con la possibilità di proporre domanda riconvenzionale e definire eventuali accordi transattivi.

L'esposto richiama inoltre alcune determinazioni adottate tra il 2018 e il 2019, evidenziando presunte anomalie nella gestione degli impegni di spesa, tra duplicazioni, utilizzo di impegni originariamente destinati ad altre finalità e successive rettifiche.

La transazione del 2025

Secondo la ricostruzione della minoranza, dopo che il Tribunale aveva formulato una proposta conciliativa nell'aprile 2025, la società CO.GE., tramite il proprio legale, propose una definizione della controversia mediante il pagamento di 50 mila euro.

Il professionista incaricato dal Comune espresse parere favorevole, definendo la soluzione "ragionevole e vantaggiosa" per l'ente.

La Giunta comunale approvò quindi lo schema di accordo transattivo con deliberazione n. 115 del 7 agosto 2025, prevedendo il pagamento della somma in due rate e la rinuncia reciproca alle rispettive pretese, mentre il giorno successivo venne assunto il relativo impegno di spesa.

Nell'esposto, i consiglieri di minoranza sottolineano inoltre che, con la sottoscrizione della transazione, il Comune avrebbe rinunciato anche alla propria domanda riconvenzionale, il cui valore era quantificato in oltre 500 mila euro. Secondo gli esponenti, tale rinuncia non sarebbe stata accompagnata da un'adeguata motivazione né da una specifica istruttoria che ne giustificasse la convenienza economica per l'ente. Anche su questo aspetto viene chiesto alla Corte dei Conti di svolgere le opportune verifiche.

La revisione della parcella

Altro capitolo dell'esposto riguarda il compenso del legale.

Nel febbraio 2026 venne presentata una richiesta di integrazione del compenso, quantificando in 20.834,30 euro il valore complessivo delle attività svolte, comprendenti il giudizio di opposizione, la domanda riconvenzionale, la mediazione, le trattative e la definizione della transazione.

Con determinazione dirigenziale del 9 giugno 2026 il Comune approvò un accordo che fissava il compenso definitivo in 20 mila euro, disponendo il pagamento del residuo di 18.500 euro in quattro rate tra il 2026 e il 2027.

È proprio tale procedura che il gruppo consiliare invita la Corte dei Conti ad approfondire, ritenendo necessario verificare se la maggiore spesa avrebbe dovuto seguire un diverso iter amministrativo e contabile.

Le richieste alla Corte dei Conti

Nel documento, i consiglieri di minoranza chiedono alla Procura regionale della Corte dei Conti di acquisire tutta la documentazione relativa al contenzioso tra il Comune e CO.GE. s.r.l., agli incarichi legali conferiti e alla successiva rimodulazione del compenso.

L'obiettivo dell'esposto è verificare l'eventuale sussistenza di un danno erariale connesso alla rinuncia alla domanda riconvenzionale, alla scelta della transazione e alla gestione degli onorari legali, oltre ai profili contabili relativi agli impegni di spesa.

Gli esponenti dichiarano infine la propria disponibilità a essere ascoltati personalmente dalla Procura regionale della Corte dei Conti per fornire ulteriori chiarimenti e integrare la documentazione già trasmessa a sostegno dell'esposto.

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