Liquami melmosi e maleodoranti dal depuratore di Angri hanno raggiunto, attraverso i canali, il centro di Scafati, provocando disagi e forte preoccupazione tra i residenti. L’impianto, già da tempo in difficoltà a causa dei numerosi allacciamenti e degli scarichi industriali che confluiscono nella rete, sarebbe entrato nuovamente in sofferenza.
Le immagini dell’accaduto sono state trasmesse dal Comitato per il Sarno al deputato Francesco Emilio Borrelli e al consigliere comunale di Alleanza Verdi e Sinistra Ignazio Tafuro. L’episodio riaccende i riflettori sulle condizioni del depuratore e sulla necessità di intervenire per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi, con conseguenze per la popolazione e per l’ambiente.
Al centro della questione c’è anche il problema della conoscenza e del controllo degli scarichi che confluiscono nei diversi canali. Una mappatura completa, secondo Borrelli e Tafuro, sarebbe indispensabile per comprendere con precisione la quantità e la tipologia dei reflui che il depuratore è chiamato a gestire.
“Da tempo chiediamo la mappatura immediata di tutti gli scarichi che finiscono nei vari canali – dichiarano Borrelli e Tafuro – per avere un quadro realistico dei livelli che devono essere gestiti dal depuratore che va sempre più spesso in sofferenza a causa del superlavoro cui è sottoposto. I fondi per l’ampliamento dell’impianto sono stati stanziati dalla Regione Campania, ma adesso serve accelerare tutte le procedure per realizzare un’opera indispensabile a migliorare la qualità della vita nei comuni di Scafati e Angri. Bisogna superare tutte le diatribe istituzionali nell’interesse dei cittadini, costituendo una task force che sia in grado di coordinare e velocizzare i lavori”.
La richiesta è dunque quella di imprimere un’accelerazione alle procedure per l’ampliamento del depuratore, attraverso un coordinamento efficace tra gli enti coinvolti. L’obiettivo è scongiurare nuove emergenze e garantire una gestione adeguata dei reflui, tutelando i cittadini dei territori di Scafati e Angri e la qualità ambientale del bacino del Sarno.


