L’Amministrazione Comunale e la maggioranza consiliare ritengono doveroso fare chiarezza sull’intervento di messa in sicurezza dell’alveo Mandrizzo, in località Casa Milite, alla luce del recente comunicato stampa dei consiglieri di minoranza.
Nessuno sottovaluta i disagi che stanno interessando i residenti. Proprio per questo riteniamo necessario ricostruire la vicenda sulla base di fatti, atti amministrativi e circostanze oggettive, evitando semplificazioni che rischiano di alimentare confusione anziché contribuire alla soluzione dei problemi.
Si tratta di un intervento complesso e atteso da decenni, destinato a incidere sulla sicurezza del territorio, sulla vivibilità dell’area e sulle condizioni di transito, anche per i mezzi di soccorso.
La cronologia dei lavori.
I lavori sono stati consegnati il 9 giugno 2025. Nel corso dell’esecuzione, la prima impresa affidataria non ha dato seguito agli ordini di servizio impartiti dalla Direzione dei Lavori, determinando una situazione di inadempimento che ha portato l’Amministrazione ad adottare i provvedimenti conseguenti, fino alla risoluzione del contratto in danno, secondo quanto previsto dagli atti amministrativi adottati.
L’Amministrazione ha quindi attivato le procedure necessarie per consentire la prosecuzione dell’intervento attraverso una nuova impresa. I lavori sono ripartiti il 2 febbraio 2026 e, sulla base della nuova programmazione contrattuale, il termine previsto per la conclusione dell’opera è il 31 dicembre 2026.
Questi sono i dati della vicenda. E sono dati verificabili attraverso gli atti amministrativi. Un intervento sottoposto a specifici adempimenti. L’intervento non può essere assimilato a un cantiere ordinario.
Le lavorazioni sono sottoposte alla sorveglianza della Soprintendenza e si avvalgono della presenza di un archeologo dedicato, nonché dell’esecuzione dei necessari saggi qualora le condizioni del terreno lo rendano necessario.
È inoltre richiesto il coordinamento con diversi gestori dei sottoservizi presenti nell’area, tra cui Enel, Fibercop, Gori, Snam e Spn. Si tratta di adempimenti e interferenze tecniche che devono essere necessariamente gestiti nel corso dei lavori e che possono incidere sull’organizzazione e sulla tempistica del cantiere.
Rispettare tali prescrizioni non rappresenta un ostacolo da aggirare, ma una condizione necessaria per realizzare l’intervento nel rispetto delle procedure, della sicurezza e delle caratteristiche tecniche dell’opera.
Sicurezza e illuminazione.
Anche sul tema dell’illuminazione è opportuno attenersi ai fatti. L’illuminazione di cantiere è prevista nell’ambito dell’organizzazione delle lavorazioni e il Comune ha già sollecitato un ulteriore potenziamento dell’impianto.
L’Amministrazione continuerà a monitorare la situazione e ad adottare, per quanto di propria competenza, le iniziative necessarie a garantire le condizioni di sicurezza connesse allo svolgimento del cantiere.
L’Amministrazione ha affrontato le criticità. La vicenda dimostra che le difficoltà non sono state ignorate. Di fronte alle problematiche emerse con la prima impresa, l’Amministrazione ha adottato i provvedimenti necessari a tutela dell’interesse pubblico, ha attivato le procedure per individuare una nuova impresa e ha consentito la ripresa dell’intervento.
Oggi i lavori sono ripartiti e l’intervento è in corso, con termine previsto al 31 dicembre 2026. Sarà il completamento dell’opera, insieme alla sua corretta esecuzione, a rappresentare il principale elemento di valutazione dell’azione amministrativa.
Il confronto politico nelle sedi istituzionali.
Il confronto politico è legittimo e necessario. Allo stesso modo, il controllo sull’attività dell’Amministrazione rappresenta una prerogativa fondamentale dei consiglieri comunali di minoranza. Proprio per questo, domande, richieste di chiarimento e proposte possono e devono essere sottoposte attraverso gli strumenti previsti dalla legge e dai regolamenti comunali, consentendo all’Amministrazione di fornire risposte documentate e verificabili.
I comunicati stampa appartengono al legittimo confronto politico, ma non possono sostituire gli strumenti istituzionali di controllo e di verifica.
Ai residenti di via Casa Milite ribadiamo la nostra attenzione e il nostro impegno affinché l’intervento possa procedere nel rispetto delle procedure previste e raggiungere l’obiettivo per cui è stato programmato.
Non servono semplificazioni. Servono atti, responsabilità e lavoro. Su questo l’Amministrazione continuerà a concentrarsi: sulla prosecuzione dell’intervento, sul monitoraggio del cantiere e sulla realizzazione di un’opera attesa da decenni dalla comunità. I cittadini giudicheranno dai risultati. Noi continueremo a lavorare perché quei risultati arrivino.


