Anna Magnani mise a nudo Giulietta Masina

24 Aprile 2015 K2_ITEM_AUTHOR 

Per la rubrica “Spettacolo: fattarielle e ‘nciuci” vi voglio raccontare un aneddoto avvenuto durante la lavorazione del film “Nella città l’inferno”, tratto dal romanzo “Roma, via delle Mantellate” di Isa Mari, che il regista Renato Castellani girò nel 1958. Il set del film, in alcuni momenti della lavorazione, divenne incandescente e ingestibile, a causa di forti contrasti e dissapori tra le due attrici principali, Anna Magnani nel ruolo dell’indolente e aggressiva Egle e Giulietta Masina in quello della sprovveduta e infantile Lina, due detenute delle “Mantellate”. I rapporti tra le due protagoniste, già difficili in partenza, divennero ancora più tesi quando la Masina in un’intervista al settimanale ”Europeo” definì il film che stavano girando un incontro tra “vecchia e nuova generazione sul set”. Tra le due attrici correvano 13 anni di differenza e la Magnani , che era più anziana, andò su tutte le furie perché era chiaro che, sul set, era lei quella della vecchia generazione. Chiese alla Masina di telefonare subito al giornale e di smentire quanto aveva dichiarato in quella intervista. Questa si rifiutò categoricamente di farlo, accendendo ancora di più la proverbiale permalosità della Magnani. Non furono più girate scene insieme, tranne una nella quale era prevista una lite accesa tra loro due. Il regista si riservò di girare per ultima questa scena. Preoccupata da quello che poteva succedere durante le riprese, la Masina dichiarò al regista che se la Magnani, durante la rissa, le avesse fatto male per davvero, avrebbe denunciato lui e la produzione, chiedendo il risarcimento dei danni. Alla fine, volenti o nolenti, giunse il momento di girare la fatidica scena. Sul set, conoscendo il temperamento fiero e battagliero della Magnani, erano tutti col fiato sospeso per quello che sarebbe potuto accadere durante la ripresa. Come una leonessa vorace, la Magnani aggredì la Masina, insultandola e prendendola a schiaffi. Gli schiaffi, però, furono solo schiaffi cinematografici e, dati per finta, non fecero alcun danno alla Masina. Ma la Magnani non si limitò solo a schiaffeggiarla e a strapparle il vestito, come previsto dal copione, andò oltre, con grande foga le strappò anche la sottoveste e la biancheria intima, lasciandola completamente nuda davanti alla macchina da presa che, intanto, continuava a girare. La Masina intimò immediatamente lo stop al regista e si assicurò, poi, che tutti i metri di pellicola girati fossero completamente bruciati e distrutti in sua presenza. La Magnani, in cuor suo, era gongolante e se la rideva di brutto, aveva vinto la battaglia sbeffeggiando e ridicolizzando, davanti a tutti, l’incauta e temeraria collega, dimostrando che la classe non era acqua.

Francesco Apicella

Punto Agro News

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