di Luisa Cecere
"Napolis".42 poeti cantano la città di Partenope, edito da Marlin e inserito nella collana "La Ginestra" di Rosa Giulio e Alberto Granese, è il titolo del nuovo libro di Vincenzo Salerno, professore ordinario di letterature comparate presso il dipartimento di studi umanistici dell'Università degli studi di Salerno, già direttore del centro interdipartimentale di ricerca "Alfonso Gatto" e del centro di ricerca "Domenico Rea".
Una raccolta di contributi di 42 poeti italiani contemporanei:Franco Arminio, Carlo Avvisati, Mariano Baino, Ambrogio Borsani, Franco Buffoni, Floriana Coppola, Maurizio Cucchi, Roberto Deidier, Gennaro Della Volpe, Roberto De Simone, Bruno Di Pietro, Stelvio Di Spigno, Mario Fresa, Gabriele Frasca, Carmen Gallo, Bruno Galluccio, Mimmo Grasso, Costanzo Ioni, Emilio Isgrò, Peppe Lanzetta, Valerio Magrelli, Andrea Manzi, Rino Mele, Tommaso Ottonieri, Melania Panico, Claudio Pennino, Silvio Perrella, Angelo Petrella, Antonio Pietropaoli, Gilda Policastro, Marilena Renda, Eleonora Rimolo, Elisa Ruotolo, Federico Sanguineti, Giulia Scuro, Giorgio Sica, Enza Silvestrini, Gianni Solla, Luigia Sorrentino, Mattia Tarantino, Ferdinando Tricarico, Luigi Trucillo;dedicati a Napoli, alcuni in dialetto napoletano (che conferisce maggiore autenticità al componimento stesso), che raccontano la città di Partenope.
I componimenti, in varie forme (ottave, sonetti, prosa poetica, doppie versioni) raccontano la città in prospettive diverse, dal "ventre" tufaceo dei decumani fino alle periferie di acciaio e cemento; inoltre con gli occhi di chi guarda la città come turista di passaggio e chi invece vive quotidianamente questo "pezzo di paradiso abitato dai diavoli".
Una menzione merita anche la copertina, molto colorata esprime molto bene alcune caratteristiche della napoletanità: la raffigurazione dei panni stesi su corde agganciate da un palazzo all'altro, tra i panni stesi immancabile è la "maglia" azzurra della squadra del Napoli ed in particolare quella col numero 10 di Maradona divenuto ormai un simbolo imprescindibile della città partenopea.
Altro elemento che colpisce nell' introduzione è il parallelo che viene fatto tra una strada di Napoli e la Divina Commedia, con precisione la stratificazione del decumano maggiore con alcuni tratti dell'anima poetica di Dante Alighieri: questo denota ed evidenzia ancora una volta la passione che Vincenzo Salerno nutre per il Sommo Poeta.


