31.756,01 euro in tre mesi. È questa la cifra liquidata dal Comune di Scafati ad ACSE per attività extra-canone relative al secondo trimestre del 2026. A sollevare la questione è Francesco Carotenuto, capogruppo di Scafati Arancione, che punta l’attenzione sui costi sostenuti per la rimozione dei rifiuti abbandonati abusivamente e per i servizi straordinari di igiene urbana.
«A SCAFATI GLI INCIVILI SPORCANO. I CITTADINI ONESTI PAGANO. 31.756 EURO IN TRE MESI.»
La determina richiamata da Carotenuto indica tra le attività extra-canone proprio la rimozione dei rifiuti abbandonati abusivamente sul territorio e i servizi straordinari di igiene urbana. Dallo stesso documento emerge inoltre che, già dal 2023, è stato necessario richiedere interventi di riassetto e raccolte straordinarie domenicali per rimuovere i rifiuti lasciati nelle strade «in spregio al calendario della raccolta differenziata».
Nel periodo compreso tra aprile, maggio e giugno, secondo quanto evidenziato dal consigliere, servizi domenicali, riassetti e lavaggio dei marciapiedi hanno prodotto fatture per 31.756,01 euro.
«E per cosa paghiamo?
La determina lo scrive chiaramente: tra le attività extra-canone rientrano la rimozione dei rifiuti abbandonati abusivamente sul territorio e i servizi straordinari di igiene urbana. Ma c'è un passaggio ancora più grave: il Comune spiega che, sin dal 2023, è stato necessario chiedere interventi di riassetto e raccolte straordinarie domenicali per rimuovere i rifiuti lasciati nelle strade «in spregio al calendario della raccolta differenziata».
E il conto arriva puntualmente.
Solo tra aprile, maggio e giugno: servizi domenicali, riassetti e lavaggio marciapiedi hanno prodotto fatture per 31.756,01 euro.
Chi paga?
Alla fine, sempre chi paga la Tari.»
Il capogruppo di Scafati Arancione solleva quindi una questione politica legata alla strategia adottata dall’Amministrazione per contrastare gli abbandoni.
«E allora la domanda politica è inevitabile:
È questa la strategia dell'Amministrazione?
Continuare a spendere soldi pubblici per raccogliere ciò che gli incivili abbandonano per strada, invece di costruire un sistema capace di prevenire, controllare, identificare e sanzionare severamente chi trasforma Scafati in una discarica?»
Carotenuto mette inoltre in evidenza il rischio che i costi degli interventi straordinari finiscano per gravare sulla collettività e, in particolare, sui cittadini che pagano regolarmente la TARI.
«Perché così si rischia di trasmettere un messaggio devastante:
“Butta dove vuoi e quando vuoi. Tanto qualcuno passerà a raccogliere. E il conto lo pagheranno tutti.”
No. Questo modello non può diventare la normalità.»
Nel suo intervento, il consigliere sottolinea l’ingiustizia che, a suo giudizio, ricade sulle famiglie e sulle attività commerciali che rispettano le regole della raccolta differenziata.
«È profondamente ingiusto soprattutto nei confronti delle migliaia di famiglie e attività commerciali che rispettano le regole, differenziano correttamente e pagano la TARI, ritrovandosi poi a sostenere anche i costi generati da chi quelle regole le calpesta.»
Un altro elemento evidenziato riguarda il costo del servizio ordinario. Il contratto prevede infatti un canone di 4.150.000 euro l’anno oltre IVA. Dalla stessa determina emerge inoltre che per il 2026 è stato assunto un impegno di spesa di 150.000 euro per le attività extra-canone.
«Questo è il punto politico sul quale l'Amministrazione deve dare risposte.
Quanto ci costa ogni anno l'inciviltà?
Quanti controlli vengono effettuati?
Quanti responsabili degli abbandoni vengono individuati?
Quante sanzioni vengono elevate e quante effettivamente riscosse?
Qual è il piano per ridurre drasticamente questi interventi extra-canone?»
Per Carotenuto, dunque, la soluzione non può essere rappresentata esclusivamente dalla rimozione dei rifiuti una volta che vengono abbandonati, ma deve puntare soprattutto sulla prevenzione e sull’individuazione dei responsabili.
«Perché non possiamo limitarci a raccogliere più velocemente i rifiuti degli incivili. Dobbiamo fare in modo che abbandonare rifiuti a Scafati non convenga più.
Servono controlli seri, fototrappole dove necessario, vigilanza, identificazione dei responsabili e sanzioni. E, parallelamente, bisogna finalmente studiare meccanismi che premino concretamente i cittadini virtuosi che differenziano correttamente.
Chi rispetta le regole deve essere premiato.
Chi sporca la città deve pagare.
Non può essere sempre il contrario.»
Nel mirino del consigliere finisce anche il dato relativo alla raccolta differenziata e la situazione complessiva del servizio di igiene urbana.
«Scafati non può rassegnarsi al 54% di raccolta differenziata.
Scafati non può rassegnarsi ai sacchetti abbandonati per strada.
Scafati non può rassegnarsi a spendere migliaia di euro per rincorrere ogni settimana chi se ne frega delle regole.»
Carotenuto richiama inoltre le difficoltà economiche di ACSE, la richiesta di adeguamento del servizio per oltre 700mila euro e il ricorso alla somministrazione di lavoro per migliaia di euro, chiedendo una discussione complessiva sulla gestione del servizio.
«E se a tutto questo aggiungiamo le difficoltà economiche di ACSE, la richiesta di adeguamento del servizio per oltre 700 mila euro e il ricorso continuo alla somministrazione di lavoro per migliaia e migliaia di euro, il quadro merita una discussione seria e trasparente.»
La richiesta finale è quella di conoscere con maggiore chiarezza l’utilizzo delle risorse pubbliche e i risultati ottenuti.
«I cittadini che pagano la TARI hanno diritto a sapere dove finiscono i loro soldi e, soprattutto, quali risultati stanno ottenendo.
La città pulita non si costruisce semplicemente pagando qualcuno perché raccolga quello che altri abbandonano.
Si costruisce con organizzazione, controlli, responsabilità, premialità e sanzioni.
Basta far pagare gli onesti per l'inciviltà degli altri.»
Il capogruppo di Scafati Arancione annuncia infine che porterà la questione all’attenzione dell’Amministrazione comunale.
«Come Consigliere comunale chiederò conto di questi numeri e delle azioni che l'Amministrazione intende mettere concretamente in campo.
Perché 31.756 euro in tre mesi non sono soltanto una determina di liquidazione.
Sono il prezzo di un problema che Scafati continua a non risolvere.»


