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Frittura sì o no? I consigli della nutrizionista per preparare una frittura di qualità

21 Aprile 2020 Author :  

di Maria Rosaria Lanzieri*

Diciamo la verità, quasi nessuno riesce a resistere davanti ad una bella frittura, basti pensare a una frittura di paranza, una porzione di patatine fritte e già sale l’acquolina in bocca.
La frittura è tra le tecniche di cottura quella più amata e gustosa ma, anche quella più demonizzata.
Spesso ci si chiede: “Fa davvero così male il fritto?” “Sono a dieta posso mangiarne?”
Partiamo dal presupposto che “fa male un fritto fatto male” e sicuramente sono le quantità che vanno ad incidere negativamente sul nostro fegato costringendolo ad un notevole lavoro e affaticamento.

Vediamo insieme le regole per una buona frittura, leggera e croccante!
• Scelta dell’olio
Contrariamente a quello che si pensa l’olio più adatto per friggere è l’olio extravergine d’oliva, perché è ricco di antiossidanti e di acidi grassi monoinsaturi che lo rendono termoresistente ovvero resistente alle elevate temperature. Una valida alternativa può essere l’olio d’arachide anch’esso abbastanza stabile durante la cottura.

• Temperatura di frittura
Un altro fattore molto importante è rappresentato dalla temperatura, durante la frittura non superare i 180 gradi, questo perché a temperature superiori si forma l’acroleina una sostanza tossica che produce fumo bianco e odore acre. Per avere sotto controllo la temperatura possiamo utilizzare una friggitrice o un termometro da cucina.

• Tempi di cottura
È necessario ridurre i tempi di cottura per non bruciare i cibi ed evitare quindi la formazione di acrilammide una sostanza cancerogena che si trova nelle parti bruciacchiate del cibo.

• Scelta della padella
Le migliori padelle per friggere sono quelle in ferro perché questo materiale sopporta bene le alte temperature e inoltre permettono un riscaldamento dell’olio più graduale. Un’alternativa è la padella di acciaio.

• No al riciclo di olio
Non riutilizzare l’olio fritto e non aggiungerne altro “fresco” a quello precedentemente utilizzato.

• Attenzione all’umidità
Una buona frittura presuppone la disidratazione della superficie esterna dell’alimento da cuocere. Quanto più un alimento è asciutto, tanto più risulterà croccante in frittura.

• Dopo la frittura
Gli alimenti fritti vanno serviti caldi, aggiungere sale o spezie solo dopo la cottura ed eliminare gli eccessi di olio utilizzando della carta assorbente.
Dunque, la frittura non va demonizzata! Seguendo delle semplici regole tutti possono concedersi questo sfizio a patto che non ci siano problemi di salute, come patologie pancreatiche o epatiche.

 

*Dott.ssa Maria Rosaria Lanzieri
Biologa Nutrizionista
Riceve su appuntamento a Sarno (SA)- San Valentino Torio (SA)
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