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Scafati/Angri. Truffe all'Inps: nel mirino anche "personaggi in vista"
Patronati Epas e assunzioni false: non sono stati solo decine di anonimi lavoratori ad essere assunti presso aziende fittizie finite nel mirino della Procura di Nocera nell’indagine ‘Mastrolindo’. L’inchiesta, infatti, che ha già coinvolto numerosi politici, professionisti e funzionari dell’Istituto di previdenza nazionale di tutto l’Agro nocerino, perquisiti nei mesi scorsi, ha permesso si scoprire altri risvolti interessanti e singolari. Dall’incrocio dei dati acquisiti nel corso delle perquisizioni è emerso che tre donne titolari di patronati Epas, già indagate nell’inchiesta, oltre ad aver ufficializzato l’assunzione di centinaia di lavoratori in imprese di pulizie, si sono auto-assunte per ottenere indennità di maternità e disoccupazione. Tre le posizioni emerse nel corso degli accertamenti e relative a tre giovani donne che in prossimità della decisione di avere figli hanno inoltrato domanda di assunzione presso le imprese Men at work, Rega e Ladisa. Sono le titolari dei patronati Epas di Scafati, Angri e Roccapiemonte. La prima Annunziata Pisacane è la sorella dell’attuale assessore ai Servizi sociali della giunta scafatese e oltre a risultare intestataria del patronato dove lo stesso assessore è stata dipendente, era anche assunta presso una delle ditte fittizie finite nel mirino della magistratura nell’inchiesta Mastrolindo. La giovane donna ha dunque beneficiato, proprio in virtù di quell’assunzione nell’impresa di pulizie, delle indennità di maternità prevista per le donne lavoratrici, e la successiva disoccupazione quando è stata licenziata. Medesimo meccanismo, utilizzato da altre due titolari di patronati Epas - le cui sedi sono state perquisite nell’aprile del 2014 -, Modesta Cascone di Angri e Michela Novaldi di Roccapiemonte. Le tre donne, secondo quanto scoperto dai carabinieri della sezione di Pg del tribunale di Nocera Inferiore e dagli ispettori del lavoro, si sono assunte attraverso il proprio patronato per ottenere i bonus. Nell’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Roberto Lenza, è emerso anche che un altro patronato, quello di Sant’Egidio del Monte Albino, perquisito nel maggio del 2014 e diretto da un noto politico locale, è stato aperto con una documentazione fasulla. I particolari sono registrati nella maxi inchiesta dei pm nocerini pmche si sta allargando a più livelli. A febbraio scorso, i militari erano ‘approdati’ nelle abitazioni e negli uffici di noti politici e funzionari dell’Agro, tra i quali l’attuale sindaco di Pagani, Salvatore Bottone e l’ex assessore paganese, Gino Mongibello, ma non erano mancate le perquisizioni e le acquisizioni di documenti presso alcuni funzionari Inps, ritenuti - a vario titolo - coinvolti nell’inchiesta, come Giovanni Aliberti di Siano, consigliere comunale di opposizione; Canio Palladino di Castellammare di Stabia; Gianfranco Di Natale di Nocera Inferiore; Antonio Lamberti di Nocera Superiore; Gabriella Zaccaria di Salerno, direttore dell’Ufficio provinciale Inps di Salerno; Angela Santopietro di Salerno, funzionario della sede di Napoli, già responsabile dell’ufficio ispettivo provinciale Inps Salerno e Francesco Vetromile di Napoli, direttore ufficio ispettivo regionale Inps Napoli.
R.F.


