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Scafati, decadenza davanti al Tar| LE REAZIONI
Decandenza: insulti e veleni in aula: Fdi ricorre al Tar. "Liberate i banchi dell'opposizione, sedetevi insieme alla maggioranza: siate onesti": con queste parole il consigliere comunale Mario Santocchio ieri sera, a conclusione di un lungo consiglio comunale è esploso tirando fuori "veleno" su i clamorosi presunti voltagabbana in consiglio comunale. Dopo conferenze, chiacchiere e comizi, in uno strano dietrofront i consiglieri Michele Raviotta e Filippo Quartucci decidono di sostenere la causa di Aliberti e votare a favore della sua decadenza. Il consigliere Raviotta sostiene sia stato una "scelta" dovuta perchè si trattava della presa d'atto di una norma che il consesso non poteva ignorare o negare. In bilico la posizione di Quartucci che invece, quasi a sorpresa vota a favore della proposta della maggioranza. "Ho scelto di votare a favore della decandenza del sindaco Pasquale Aliberti in quanto questa è l'occasione che stavamo aspettando per mandarlo a casa. Lui pensa di vincere le elezioni? Io credo che ha amministrato male e quindi il popolo lo manderà a casa. Non siamo noi consiglieri a decidere se farlo restare sindaco o no ma i cittadini e quindi per me - con qualsiasi mezzo - è giusto che si torni al voto" continua Quartucci "Ho sentito parlare in aula di frodi e truffe ma in realtà Aliberti sta facendo una cosa che la legge consente e quindi non mi meraviglia la sua scelta in questo senso. Non ho paura di trovarmi Aliberti come avversario in una possibile competizione elettorale: chi tenta di ostacolare la sua candidatura, dimostra di temerlo". Il consigliere di centrosinistra aveva anche avvertito i suoi colleghi di opposizione circa la scelta di votare a favore ma poi specifica: "Devo votare secondo le mie convinzioni non secondo quelle altrui. L'importante è avere lo stesso obiettivo". Resta a casa invece una piccola fronda della maggioranza di Pasquale Aliberti: o meglio, il consigliere Roberto Barchiesi ha deciso di non partecipare al consesso facendo mancare il suo apporto alla decadenza per "motivi personali". Assente anche Stefano Cirillo che in più casi ha dichiarato di essere oramai un outsider della politica cittadina. Rientrano presto invece i dubbi di Pasquale De Quattro che inizialmente insieme ad Alfonso Carotenuto e lo stesso Barchiesi avevano un po' storto il naso sulla vicenda. I consiglieri però ufficialmente non avevano mai fatto dichiarazioni contrarie in maniera netta alla decadenza. Alla fine, come sempre, appena suona la campanella tornano tutti in classe. A marinare invece la "lezione politica" di Aliberti, almeno in parte, i consiglieri Pasquale Vitiello e il presidente Pasquale Coppola che si sono posti in una posizione di contrasto rispetto alla decadenza. Il primo ha votato contro, dimostrando anche di avere non poche perplessità tecniche sulla questione dell'immediata esecutività. Il secondo, invece, si è astenuto nel rispetto del diritto/dovere di imparzialità del presidente che ieri ha più volte sottolineato. Intanto il consigliere di opposizione Mario Santocchio, sul caso dell'immediata esecutività della delibera per la decadenza si dice pronto a presentare il ricorso al Tar. Infatti, secondo Santocchio: "La scelta di rendere il documento subito valido - immediatamente esecutivo - è puramente funzionale alla volontà del sindaco di far rientrare l'iter procedurale nei tempi stabiliti per l'eventuale ricandidatura alla fascia tricolore. Il problema è che per rendere una delibera subito esecutiva, per legge, c'è bisogno di specificarne i motivi. Una cosa che nella delibera in questione non è stata fatta. Ecco perchè stiamo valutando la presentazione di un ricorso in sede giudiziaria".
IL CAVILLO TECNICO - Il consiglio comunale di ieri è anche stato testimone di un'altra magia: sulla decandenza per legge il sindaco ha di tempo 10 giorni dopo la dichiarazione in aula per decidere se rimuovere il ricorso al Tar (causa di incompatibilità) oppure no. Ieri, per un lampo di genio "improvviso" dell'avvocato Marra, nella delibera è stato specificata invece la possibilità del sindaco di ripensarci anche prima dei 10 giorni previsti dalla norma. Un modo per garantire al sindaco di decadere entro il 16 dicembre, data utile per ricandidarsi. Una modifica - quella proposta dall'avvocato Marra - che va in contrasto con la legge (Tuel) che prevede la decadenza in caso di incompatibilità. Insomma, se ne vedranno delle belle.


