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Costa d'Amalfi, il Distretto denuncia: "Troppe chiusure sulle arterie principali"

08 Luglio 2026 Author :  

Distretto Turistico Costa d'Amalfi: "Prima la strada per Ravello e Scala, ora l'Agerolina. Se si continua a chiudere le principali direttrici della Costiera ai mezzi pubblici e turistici si mette in ginocchio il territorio. Non si gestisce così la mobilità di una destinazione internazionale".

*Nel giro di poche ore due delle principali strade della Costa d'Amalfi sono state interdette agli autobus del trasporto pubblico di linea e quelli destinati ai servizi turistici*, per effetto di due ordinanze della Provincia di Salerno che vietano il transito ai veicoli superiori alle 5 tonnellate, compresi gli autobus del trasporto pubblico di linea e quelli destinati ai servizi turistici.

Dopo il provvedimento che, dal prossimo 13 luglio, impedirà il transito dei mezzi superiori alle 5 tonnellate lungo la strada di collegamento tra la Statale Amalfitana e Ravello e Scala, è arrivata nel giro di 24 ore anche la nuova ordinanza relativa alla Strada Regionale Agerolina, nel tratto compreso tra il bivio con la Statale Amalfitana e il confine della provincia di Napoli, tratto di competenza della Provincia di Salerno e principale accesso ad Agerola e al Sentiero degli Dei. Due assi strategici della mobilità della Costa d'Amalfi vengono così sottratti, nel pieno dell'alta stagione, al trasporto pubblico di linea e ai servizi turistici, con conseguenze dirette sull'accessibilità della destinazione, sulla mobilità delle comunità locali e sull'organizzazione del comparto turistico.

*Il Distretto Turistico Costa d'Amalfi a nome del comparto turistico, che rappresenta, esprime fortissima preoccupazione per una gestione della mobilità che continua a intervenire con provvedimenti emergenziali, adottati senza un preventivo confronto con il territorio*, con i Comuni e con il comparto economico che costituisce il principale motore di sviluppo della Costa d'Amalfi: il turismo. Un sistema che sostiene migliaia di posti di lavoro genera ricchezza diffusa e produce benefici economici per l'intero territorio.

*Se questa deve essere la risposta alle criticità della mobilità, allora si abbia il coraggio di dirlo chiaramente. Si abbia il coraggio di chiudere anche la Statale Amalfitana e di ammettere che il modello con cui oggi viene governata la mobilità della Costa d'Amalfi non è adeguato alla complessità di una destinazione che rappresenta una delle principali vetrine dell'Italia nel mondo.*

Il presidente del Distretto Turistico Costa d’Amalfi Andrea Ferraioli dichiara: “_Non entriamo nel merito delle motivazioni, la sicurezza rappresenta un valore assoluto. Su uno dei tratti interessati dai provvedimenti è avvenuta ormai da tempo una tragedia il cui dolore appartiene all'intera Costiera e impone il massimo rigore nella programmazione di ogni misura necessaria a tutelare le persone. Ma proprio per questo sorprende che ordinanze destinate a modificare in maniera così significativa la mobilità del territorio siano arrivate improvvisamente, senza un preventivo confronto con i Comuni interessati e con il sistema economico locale, come risposta emergenziale a una criticità che avrebbe richiesto una programmazione preventiva e condivisa. Un provvedimento di questa portata non può essere semplicemente calato sul territorio: deve nascere da una programmazione condivisa e dall'individuazione di soluzioni capaci di garantire contemporaneamente sicurezza e continuità dei servizi. La sicurezza non si costruisce togliendo servizi essenziali a un territorio. Si costruisce programmando gli interventi, ascoltando le comunità e prevenendo le emergenze.”_

“_L'attenzione che vogliamo richiamare_ – sottolinea Ferraioli – _non è sul singolo episodio ma sul sistema complessivo di gestione del territorio e della mobilità, che continua ad essere affrontato attraverso interventi tampone e senza una reale programmazione strategica. Nei mesi di bassa stagione, quelli invernali, nei quali è possibile programmare gli interventi e attuare soluzioni condivise, vediamo unicamente lavorare le aziende private che investono milioni di euro per offrire servizi di eccellenza, creare occupazione e sostenere l'economia della Costa d'Amalfi, senza che nello stesso periodo si registri una programmazione infrastrutturale e della mobilità capace di prevenire situazioni come quelle che oggi stanno interessando il territorio. Un ecosistema economico che rappresenta la principale ricchezza della Costiera e che investe in questi termini merita di essere tutelato e rispettato. Le decisioni che impattano in maniera così violenta sugli investimenti e la programmazione del comparto non possono essere assunte dalla politica o dalle pubbliche amministrazioni senza il coinvolgimento delle rappresentanze del comparto turistico, che ogni giorno costruisce la competitività della nostra destinazione_.”

Le decisioni sulla mobilità incidono nei fatti direttamente sul lavoro di migliaia di persone e sul futuro di una destinazione internazionale. Per questo il Distretto Turistico Costa d'Amalfi condivide la richiesta di un incontro avanzata dai Comuni della Costa d'Amalfi e ha presentato una Pec alla Prefettura di Salerno per partecipare al tavolo, per rappresentare il punto di vista di imprese e lavoratori che fanno del turismo il principale sistema economico della Costa d'Amalfi. Governare una destinazione internazionale significa anche ascoltare chi, ogni giorno, decide di restare e investire per renderla competitiva.

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