Nelle scorse ore l’amministrazione comunale ha perso una consigliera comunale per dimissioni e, soprattutto, il presidente dell’ACSE, la società partecipata che gestisce rifiuti e servizi fondamentali per la città.
Su quest’ultima vicenda pretendiamo chiarezza. Ho già chiesto formalmente di acquisire la lettera di dimissioni del presidente, perché faccio fatica a credere che tutto possa essere liquidato con le solite formule di rito sulle “ragioni personali e professionali”. I cittadini hanno diritto di conoscere la verità.
Da quando ci siamo insediati abbiamo denunciato con forza una gestione che riteniamo sbagliata sotto molti aspetti. Non è una critica ai lavoratori, che ogni giorno svolgono con impegno il proprio dovere, ma a chi ha guidato e indirizzato la società.
Affidamenti diretti diventati una consuetudine e quasi sempre agli stessi operatori economici, alla faccia del principio di rotazione. Costi del lavoro in somministrazione esplosi a livelli ormai ingiustificabili. Nessuna vera strategia politica per incentivare una raccolta differenziata efficiente, con Scafati che continua a restare ferma al palo con percentuali indegne rispetto a tanti altri comuni.
Parliamo di una società controllata al 100% dal Comune, mantenuta con le tasse dei cittadini scafatesi, compresi quelli che pagano anche per chi la Tari non la versa. E mentre sarebbe necessario fare piena luce su ciò che sta accadendo, dagli organi di stampa si apprende che sarebbe già iniziata la solita corsa alle poltrone da vero e proprio mercato delle vacche. Una spartizione da vecchio manuale Cencelli, come se l’ACSE fosse terreno di conquista e merce di scambio politico.
Se queste indiscrezioni fossero confermate, sarebbe qualcosa di semplicemente vergognoso.
L’ACSE non è proprietà dei partiti, né un bancomat per sistemare amici e fedelissimi. È patrimonio dei cittadini, che meritano trasparenza, competenza e rispetto.
Noi non ci gireremo dall’altra parte. Pretendiamo di sapere perché il presidente si è dimesso e cosa stia realmente accadendo all’interno della società.
Perché la verità non può essere nascosta dietro comunicati di circostanza. E perché Scafati merita molto di più di giochi di potere e accordi di palazzo.


