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Scafati, omicidio Faucitano: 2 arresti, sulle tracce dei killer

Scafati. “Ma che arrestano, non ti arresta nessuno! Ti ho detto che devi dire la verità gli devi dire solo la verità”. Giuseppe Alfano, alias Peppe ‘o nir, cerca di convincere Giovanni Barbato Crocetta a raccontare quello che ha fatto... la verità aver montato le plastiche. Peccato che quelle plastiche erano su una moto nera usata per un omicidio. Due killer di bianco vestiti entrati in azione in Piazza Falcone e Borsellino su un Sh nero per uccidere Armando Faucitano. Un debito di droga risolto con decine di colpi di pistola calibro 9x17. I killer non hanno ancora un volto ma coloro che hanno preparato e procurato la moto agli assassini sì. Sono stati fermati per ordine della Dda per riciclaggio. Un’accusa che non ha retto dinanzi al Gip Paolo Valiante del tribunale di Nocera Inferiore che l’ha tramutata in ricettazione. I due, ora ai domiciliari ‘vigilati’ dal braccialetto elettronico, sono quasi neofiti del crimine si chiamano Giovanni Barbato Crocetta di Scafati, appena 22 anni, e Gaetano Esposito che di anni ne ha 34 ed è di Boscoreale. Ninotto, così è conosciuto negli ambienti della mala, ha precedenti per spaccio ed è indagato per concorso in omicidio: quello di Armando Faucitano ucciso il 26 aprile scorso. Una domenica in cui le pistole dei killer hanno tuonato dinanzi a testimoni oculari. Lo avevano seguito dal Blu bar di via Alcide De Gasperi fino a Piazzetta Genova per trucidarlo sulle panchine. Punito per un debito di gioco. Quella moto, ripresa dalle telecamere con i killer col casco integrale e gli abiti bianchi, è stata ritrovata il giorno dopo nel rio Sguazzatorio, al confine tra Scafati e Angri. Sicuri di non essere scoperti, ma traditi da una targhetta metallica dimenticata di una moto ‘pulita’ utilizzata per assemblare l’Sh della spedizione punitiva. Quella targhetta e le intercettazioni ambientali nella caserma dei carabinieri hanno tradito i finacheggiatori dei killer. L’Honda pulita era stata ceduta - in cambio della promessa di pagamento - per tramite di Barbato a Peppe ‘o nir di Boscoreale. Lui con l’omicidio non c’entra era stato arrestato a febbraio per il sequestro di persona e il pestaggio di un povero straniero, processato e condannato dal branco per un presunto furto che non doveva mai fare. con l’arresto di Alfano la moto sparisce e ricompare due mesi dopo, camuffata e assemblata con altre due moto rubate a Salerno e Santa Maria la Carità, in Piazza Falcone e Borsellino. Trasporta i due killer di Faucitano. Ieri Barbato e Esposito - difesi dagli avvocati Guido Sciacca e Antonio Raiola - sono tornati a casa, agli arresti domiciliari, prima dell’arresto temevano per la propria vita. Gli ‘amici’ dell’omicidio volevano eliminarli perchè sapevano troppo e perchè avevano sbagliato tutto con quel ‘pezzotto’ e quella targhetta dimenticata che ha portato i carabinieri sulle tracce dei ricettatori. Il cerchio si stringe e quei nomi di mandanti e killer non sono poi tanto lontani dall’essere scoperti. (r. f.)

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